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LA NOTA. Dopo Cosenza scatta la resa dei conti in Fi

LA NOTA. Dopo Cosenza scatta la resa dei conti in Fi

jole santelli e b   di RICCARDO TRIPEPI

- Adesso neanche a Roma potranno più far finta di nulla. L’implodere del centrodestra a Cosenza e la conclusione della sindacatura Occhiuto prima della scadenza naturale del mandato aprono una fase nuova in Forza Italia che rischia di vedere azzerato il partito a tutti i livelli. Né convince il tentativo, portato vanti dalla coordinatrice regionale Jole Santelli e dal suo vice Roberto Occhiuto (peraltro fratello del sindaco Mario) di portare il “caso Cosenza” in Parlamento per accertare presunti tentativi di corruzione elettorale che avrebbero “convinto” alcuni consiglieri comunali di minoranza a cambiare casacca, insieme a non meglio precisate indiscrezioni su indagini giudiziarie in arrivo nei confronti dell’ormai ex sindaco di Cosenza.

Ovviamente se esistono elementi di reato sarà la magistratura ad accertarlo, ma la questione politica rimane ed è assai pesante. Gli uomini che hanno “tradito” Occhiuto lo hanno fatto dopo lungo tempo e al termine di un percorso politico che li porterà ad abbandonare il partito. Ennio Morrone, suo figlio Luca e gli altri consiglieri che a questo gruppo fanno riferimento hanno maturato la decisione di abbandonare gli azzurri dopo molto tempo. Morrone già prima delle vacanze natalizie aveva firmato insieme ai consiglieri regionali Salerno, Nicolò e Graziano una lettera con cui si chiedeva il commissariamento del partito, in aperto contrasto con la gestione Santelli. Richiesta silenziata senza risposte e confronti di alcun genere.

Non solo. Da tempo Morrone e i suoi chiedevano un preciso coinvolgimento nei processi decisionali all’interno del Comune e in vista delle elezioni. Anche in questo caso hanno ricevuto diversi due di picche. Prima di arrivare ad una conclusione inevitabile: lasciare il partito ed andare verso le sponde del gruppo di Verdini, dove è già approdato da tempo l’ex assessore regionale al Bilancio delle giunte Scopelliti, Giacomo Mancini. Un passaggio intermedio verso la costituzione di un Partito della Nazione che a Cosenza dovrebbe includere anche gli uomini del Nuovo Centrodestra e cioè i fratelli Gentile, in rottura da tempo con Santelli e Occhiuto.

Un indebolimento costante e progressivo del partito e delle alleanze che adesso rendono assai difficile una rielezione del sindaco. E i contestatori, stavolta, non si fermeranno facilmente. Nazzareno Salerno, ad esempio, ha già alzato il tiro: «La situazione deflagrata su Cosenza è la conferma di una fallimentare gestione di Forza Italia a livello regionale caratterizzata da tensioni derivanti dall’incapacità di trovare equilibri e di svolgere un efficace ruolo di mediazione. Non solo è mancato un dialogo costruttivo, ma sono stati alimentati sospetti e incertezze in un contesto di anarchia nel partito. Se a Cosenza, città della coordinatrice regionale, succede questo, è evidente l’assenza di una guida riconosciuta».

Un tale caos potrebbe avere effetti immediati anche in Consiglio regionale dove Ennio Morrone sarebbe già pronto ad abbandonare il gruppo degli azzurri e dirigersi verso il Misto in attesa che lo scenario si definisca meglio.