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COSENZA. Il pendolo Pd: primarie sì, primarie no

COSENZA. Il pendolo Pd: primarie sì, primarie no

paolini1   di RICCARDO TRIPEPI

- Slitta di un giorno la riunione che Ernesto Magorno aveva convocato all’indomani delle dimissioni dei 17 consiglieri comunali e, quindi, della chiusura anticipata della sindacatura di Mario Occhiuto. Inizialmente previsto per domani, il plenum del Pd cosentino si svolgerà sabato. A quanto pare per dare ulteriori 24 ore alla trattativa che attualmente si sta svolgendo nel tentativo di evitare le primarie e convergere su una candidatura unitaria.

Le consultazioni interne per il centrosinistra, poco prima dell’esplodere della situazione al Comune, erano stata ufficializzate dal segretario provinciale Luigi Guglielmelli e fissate per la giornata del 7 marzo, così come nel resto delle città italiane interessate al voto. Ancora nessuna candidatura ufficiale, però, se si eccettua quella di Enzo Paolini. Il consigliere, dietro il quale si muove l’ex assessore regionale al Lavoro Carlo Guccione, ha più volte dichiarato di avere già pronte le firme e di volersi misurare con gli altri aspiranti del Pd e del centrosinistra. Ed è proprio con Guccione che si sono ripresi gli incontri dopo il net che era arrivato sul tavolo romano di Luca Lotti e che poi ha spinto Guglielmelli ha diramare la nota ufficiale con la quale ha convocato le primarie.

Dal quel rifiuto ad oggi le condizioni sono mutate. Paolini ha anche preso parte alle dimissioni che hanno affossato Occhiuto e i parlamentari cosentini democrat hanno presentato un’interrogazione assai pesante in Parlamento. Un’interrogazione che descrive una situazione molto complicata a Cosenza a causa dell’amministrazione targata Occhiuto e della sua gestione della cosa pubblica. Addirittura per i parlamentari del Pd pensano ad un’evoluzione simile a quella avuta a Reggio Calabria, appena qualche anno fa con l’arrivo della Commissione d’accesso.

Affermazioni gravi che stanno scuotendo l’ambiente e avvelenando il clima politico. Ma che hanno anche l’effetto di cambiare la situazione interna ad un partito. Davanti ad una situazione di emergenza non si può fare altro che serrare le fila ed evitare ulteriori lacerazioni.

Ed allora una competizione tra Paolini, Ambrogio, Bianca Rende e gli altri nomi fin qui circolati potrebbe non essere più la soluzione migliore, considerati gli ultimi eventi. Meglio una candidatura unitaria che, al momento, potrebbe essere quella di Lucio Presta che da tempo ha annunciato la sua intenzione di candidarsi ed impegnarsi per la sua città, ma non ha mai dato la disponibilità a mirarsi alle primarie. Presta, uomo vicino e ben visto da Renzi, potrebbe avere le caratteristiche per ricompattare tutti e convincere anche il Nuovo Centrodestra di Gentile. Sullo sfondo rimane anche il nome di Nicola Adamo. Su di lui ci sono al momento grandi pressioni per un impegno a fronte di resistenze in molti ambienti ed anche a sue perplessità personali.

In ogni caso prima di poter immaginare il candidato unico, ci saranno da convincere Carlo Guccione e Enzo Paolini. Impresa divenuta meno impossibile rispetto a qualche giorno fa.