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Renzi, l’A3 e l’imbroglio più lungo d’Italia

Renzi, l’A3 e l’imbroglio più lungo d’Italia

A3   di ALDO VARANO

- UNO. Gianni Vittorio Armani, nuovo presidente Anas in un’intervista all’Agi ha scandito: “Entro il 2016 termineranno i lavori di realizzazione dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria”. Lo aveva già detto tre mesi fa anche se con minore sicurezza.

Quindi, entro il 2016 i “lavori di realizzazione” dell’A3 arriveranno a conclusione. Significa che l’autostrada Salerno-Reggio Calabria sarà completata? Neanche per sogno. Significa che i lavori in corso, quelli già progettati, finanziati e appaltati verranno conclusi. Si tratta di lavori con cantieri già aperti, al momento variamente bloccati per contenziosi giuridici accumulati da un’Anas clientelare e priva d’attenzione per gli utenti – sono concetti di Armani. Cantieri che con un mega accordo Armani è riuscito a sbloccare.

Restano alcune altre decine di chilometri che si dice siano stati già progettati sulla carta, che non sono ancora finanziati, che sicuramente non sono stati appaltati. Tre anni fa Ciucci, da presidente dell’Anas, spiegò a una Commissione del Senato e candidamente confessò che per il completamento della Sa-Rc servivano 3 miliardi e cento milioni di euro e che dal momento del loro stanziamento sarebbero serviti altri 4 anni per concluderla. I 3 mld e 100mln non sono stati trovati e da quando saranno trovati (se ancora c’è l’intenzione di trovarli) serviranno altri 4 anni per completare la Sa-Rc. Se non accadrà l’A3 resterà un’incompiuta. Ce ne sono tante.

DUE. Curiosamente (?) i chilometri che mancano sono tutti in Calabria. Irresponsabilmente, sono tutti concentrati attorno alle maggiori aree urbane che l’A3 dovrebbe servire. Tratti a ridosso di Cosenza. L’intero tratto per immettersi da sud e da nord a Vibo. L’intero tratto da Villa San Giovanni a Reggio Calabria. Ho scritto “irresponsabilmente” perché le autostrade servono soprattutto per l’accessibilità alle zone di maggiore densità urbana: quindi, per le città. In Calabria c’è e ci sarà un’autostrada che quando le aree urbane si avvicinano si restringe a coda di topo: due corsie, spesso in salita o troppo in discesa (il Vibonese), senza uno straccetto di corsia d’emergenza. Un’autostrada più vecchia e meno moderna di quelle che in Europa – ma anche in Italia - si costruivano nel secondo Novecento. La qualità dei tratti sopra elencati contribuirono nel 2001 al giudizio contenuto nel piano Snit (Sistema nazionale integrato dei trasporti) che sentenziò: “Non ha caratteristiche autostradali la A3 Salerno Reggio Calabria, anche se è classificata come tale”. E ancora: “Una vistosa eccezione (rispetto allo standard di sicurezza, ndr) è data dalla Sa-Rc notevolmente al di sotto degli standard minimi richiesti” (Leandra D’Antone, Senza pedaggio, Donzelli, 2008, pag 99).

Riassumiamo. L’A3 non può essere completata entro questo dicembre perché bisogna ancora trovare i quattrini necessari per lavori da svolgere in almeno quattro anni. Se invece si è deciso di non completare la A3lasciandola così com’è bisogna sapere che la Calabria (e la Sicilia) continueranno ad essere fortemente penalizzate avendo come fondamentale collegamento col resto d’Italia una mulattiera che potrà anche essere giudicata di lusso, ma sempre mulattiera è.

TRE. Ma c’è qualcosa di peggio in questa vicenda che rivela il lato oscuro del malanno tra la Calabria, i governi di Roma (tutti) e il resto d’Italia. Gli italiani, soprattutto grazie a Ciucci, sono stati depistati e manipolati creando nell’immaginario collettivo del paese una raffigurazione lontanissima dalla realtà. Per anni, a ogni fine d’anno, Ciucci ha garantito che quello in arrivo avrebbe completato l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Per anni s’è giocato sull’equivoco tra la fine dei lavori appaltati e il completamento del rifacimento dell’A3 relegando sullo sfondo il fatto che i lavori appaltati non hanno ancora mai compreso l’intero tracciato da rifare. Si sarebbe dovuto dire: per completare i lavori appaltati e non per completare l’autostrada e si sarebbe sempre dovuto ripetere che si stava ripezzando una strada e non costruendo una nuova autostrada.

Su quest’equivoco Ciucci e l’Anas c’hanno marciato, lo hanno fatto ministri, presidenti del Consiglio, parlamentari calabresi e meridionali (certo, non tutti).

QUATTRO. Anche Renzi è caduto nella trappola o l’ha consapevolmente cavalcata. Dalla sua dichiarazione non si capisce se si completeranno i lavori dei cantieri aperti (certo intanto una cosa buona dal punto emergenziale, ora diventata possibile per la soluzione dei contenziosi giudiziari) o se si vuole chiudere la partita lasciando l’A3 incompiuta (e sarebbe una decisione gravissima). Di questo si dovrebbero interessare i parlamentari calabresi. Inquietante, invece, è il mare di dichiarazioni e di osanna di taglio acritico che salgono dal Csx. E’ la stessa musica che incensava Berlusconi quando i politici del Cdx accorrevano a omaggiare Ciucci in Calabria per farsi fotografare accanto al potente presidente dell’Anas (che Armani ora ci rivela ufficialmente cosa realmente fosse).

I lavori di rifacimento dell’A3, avviati nel 1997 (19 anni fa mentre la Milano-Napoli – l’autostrada del Sole – fu costruita in 8 anni quando le tecnologie avevano l’80 % in meno di potenza rispetto ad oggi), devono essere completati o no?