Due dee sono bendate: la Fortuna e la Giustizia. Sarebbe bello sapere se il presidente Irto si sia affidato all’una oppure all’altra. Mentre per stabilire se la Fortuna ha dato una mano ad Irto ci vorrà del tempo, qualche parola in più si può spendere sul versante della Giustizia.
Se gli estratti, i fortunati estratti (come si diceva una volta), saranno ottimi funzionari lo vedremo. Mentre possiamo dire subito se le urne di palazzo Campanella abbiano o meno offeso l’altra dea.
A sentire il Cdx non ci sono dubbi. Irto ha agito in spregio alla legge ed il Tar sarà – a quanto si dice – chiamato a dire la sua. Ad occhio e croce il ricorso degli esclusi dovrebbe suonare così: “Siamo bravi ma sfigati” che, a dire il vero, sarebbe già una buona ragione per non dargli un posto pubblico nella già sfigatissima Calabria.
Comunque il Tar avrà un compito tutto sommato semplice: può il presidente Irto a fronte del problema di dare trasparenza e legittimità alla scelta dei soggetti chiamati a coprire delicate funzioni di controllo abdicare al suo potere discrezionale e ricorrere al bussolotto? Probabilmente sì se la Fortuna ha scelto tra i meritevoli, o meglio tra tutti i meritevoli. I nomi erano già stati selezionati senza una graduatoria.
Quindi? Quindi todos caballeros. Tutti bravi allo stesso modo. Irto ha rinunciato ad una scelta che sarebbe apparsa sempre opaca. Ci siamo solo evitati la conferenza stampa del Cdx che, in senso contrario e opposto, avrebbe gridato allo scandalo degli amici e di protetti scelti dalla mano di Irto anziché dalla dea bendata.
Lei, caro Direttore, l’ha descritta come un’opzione dirompente. Certo il metodo sorprende e lascia ammirati. Un politico che rinuncia ad un pacchetto di nomine è cosa rara, e non solo in Calabria. Pizzarotti, il sindaco 5 stelle, aveva costituito una commissione e formato una lista poi ha mollato tutto e ha fatto di testa sua. Lui sostiene legittimamente, la Procura non ne è convinta. Irto ha fatto in un altro modo. Almeno che non sia un reato affidarsi al fattore C in una terra come la Calabria e pensare che sia criminale rimettersi al destino.
Chi la pensa così lo dica e ci spieghi perché agire a mani libere sarebbe stato un colpo di fortuna visti gli ultimi decenni.