La Regione Calabria ha lanciato, nell'ambito del progetto CalabriaInnova, due Avvisi rispettivamente rivolti al sostegno alla creazione di microimprese innovative – “Talent Lab Startup” - e al sostegno alla creazione di iniziative imprenditoriali spin off – “Talent Lab – Spinoff”.
In Calabria i dati sugli spin off delle università e sulle 130 start up innovative disegnano un territorio vitale. Si contano, inoltre, 4.000 società di capitali con oltre 500.000 euro di fatturato e diversi investimenti da parte di fondi di venture capital. Numerosi i supporti alla ricerca e alle imprese: Calabria Innova, il Parco scientifico, i centri di trasferimento tecnologico delle università (Liaison office), la rete dei Poli di innovazione e i Distretti Tecnologici.
Un ruolo decisivo è rappresentato dalle tre università calabresi con una produzione di laureati significativa e capace di generare impresa dalla conoscenza.
La principale fucina di imprenditori high-tech è l’Unical: ha un portfolio di 70 brevetti, 12 dei quali ceduti in licenza. Trentasei aziende tra spin off e start up, di cui 9 all’interno di Technest, incubatore per la conoscenza, la ricerca e lo sviluppo per imprese a tecnologia avanzata. Con questi numeri l’ateneo calabrese compete con realtà ben più grandi e articolate del centro-nord: i suoi 22 spin off lo posizionano, per il 2013, al 19° posto nella classifica delle iniziative imprenditoriali nate in ambito universitario, come la Sapienza di Roma e l'Università di Pavia.
L’Università di Catanzaro proprio di recente, nella ricerca scientifica, ha ottenuto, infatti, un prestigioso riconoscimento internazionale collocandosi al primo posto, per eccellenza scientifica, tra le 15 Università meridionali italiane (Classifica Top Italian Scientists- Via-Academy, rapporto tra TIS/docenti totali:6,01%)
Presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria è attivo un “contamination lab”, un servizio a disposizione degli studenti per sviluppare nuove idee e favorire la nascita di nuove imprese innovative. I Contamination Lab sono luoghi che favoriscono la contaminazione di idee, attraverso il confronto tra studenti di materie diverse, e con il mondo delle imprese.
Le Start Up Innovative nella nuova programmazione (2014-2020)
Lo sviluppo e la qualificazione del sistema produttivo regionale passa attraverso il sostegno alla creazione di nuove imprese innovative (spin off della ricerca, start up e microimprese innovative). Per conseguire tale obiettivo, la Regione attiverà un mix diversificato e integrato di interventi, in grado di sostenere l’intero percorso di creazione delle neo-imprese, dalla fase di definizione della semplice idea di business a quella di avvio e sviluppo dell’attività imprenditoriale, all’incubazione.
Come risultato di questi interventi ci si attende un aumento consistente delle start up innovative, soprattutto basate sulla valorizzazione e lo sfruttamento dei risultati della ricerca e insistenti negli ambiti dell’alta tecnologia, delle industrie creative e culturali, dei servizi ad alta intensità di conoscenza, con priorità ad iniziative promosse da giovani e donne e rispondenti ai principali drivers di innovazione della Smart Specialisation Strategy.
In continuità con gli interventi attivati sul finire della programmazione 2007-2013, al fine di sostenere l’ampliamento della base produttiva e occupazionale regionale, è necessario favorire la nascita di nuove imprese e, prioritariamente, di quelle caratterizzate da una più elevata propensione all’innovazione, da un orientamento ai mercati extraregionali e operanti nelle aree di innovazione della S3. Inoltre, per assicurare il miglioramento delle performance organizzative, produttive e commerciali è importante sostenere l’adozione di soluzioni ICT per affrontare l’era dell’economia digitale.
La creazione di un ambiente favorevole alla costituzione di nuove imprese ad alto contenuto innovativo rappresenta, inoltre, la sfida che il PO 2014-2020 intende perseguire, stimolando la sinergia tra gli attori innovativi e valorizzando gli asset e le vocazioni regionali esistenti.
Dice Paolo Pratico’, dirigente generale della Programmazione della Regione: “la definizione delle politiche per la ricerca e lo sviluppo richiede un coordinamento tra i vari livelli decisionali e tra gli attori interessati per evitare fenomeni inevitabili di duplicazione. L’assenza di coordinamento induce fenomeni di frammentazione e sovrapposizione con la conseguenza di rendere il sistema inefficiente. Su questo aspetto, la Regione intende intervenire per rafforzare la Rete Regionale dell’Innovazione specializzandola e dotandola di un’efficace sistema di governance. I diversi soggetti che operano nel campo dell’innovazione in Calabria, in primo luogo gli intermediari dell’innovazione, saranno incentivati a disegnare nei prossimi anni percorsi di specializzazione in coerenza con gli indirizzi della Strategia S3 per offrire alle imprese esistenti e ai potenziali startupper servizi innovativi di maggiore qualità e a maggiore valore aggiunto. Le politiche in materia di ricerca e innovazione sono forse le politiche più difficili da implementare negli attuali sistemi economici. Sussistono, infatti, numerose condizioni che possono determinare il fallimento delle azioni intraprese, soprattutto nelle regioni europee meno sviluppate come la Calabria, dove la necessità di ricerca e innovazione è maggiore, ma il contesto strutturale è più fragile’’.
Come risultato di questi interventi ci si attende ora un aumento consistente delle start up innovative – le stime operate dagli uffici regionali calcolano un aumento del tasso di natalità delle imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza di 7,4 punti percentuali - soprattutto basate sulla valorizzazione e lo sfruttamento dei risultati della ricerca e insistenti negli ambiti dell’alta tecnologia, delle industrie creative e culturali, dei servizi ad alta intensità di conoscenza, con priorità ad iniziative promosse da giovani e donne e rispondenti alle aree di innovazione della S3.