L’ANALISI. Ecco come e perché Oliverio è diventato renziano

L’ANALISI. Ecco come e perché Oliverio è diventato renziano
renziani    UNO. Cominciamo dai dati di fatto. 1) Oliverio pur essendosi progressivamente spostato dalle posizioni della minoranza Dem a quelle dell’area Renzi, è stato sempre molto attento a non rendere ufficiale il cambio. Quando la minoranza Dem ha assunto posizioni in contrasto coi renziani, Oliverio non ha detto nulla: niente per sostenere i suoi vecchi compagni, niente per favorire l’area del Giglio. Sul piano formale, parità. Ma nella sostanza ai Dem d’opposizione ha fatto venir meno un Governatore importante, l’unico nel Sud ad essere ufficialmente con loro.

2) Oliverio, 24 ore prima che Renzi arrivi per l’ennesima volta in Calabria (sabato, nella Piana di Gioia Tauro), ha convocato una conferenza stampa per rendere ufficiale il suo Sì al referendum costituzionale. E sa benissimo che questo significa una rottura irreversibile con l’area politica da cui viene. La minoranza Dem avrebbe potuto tollerare, su altri argomenti, il silenzio. Non può sopportare una presa di posizione esplicita su quella che viene considerata la madre di tutte le battaglie del riformismo renziano.

3) Oliverio tenta di attenuare, ma solo un po’, il carattere dirompente della sua scelta e perciò non contrappone direttamente il suo accordo con la riforma costituzionale alla posizione della minoranza Dem (per intenderci, la presa di distanze da D’Alema, Bersani e Speranza). Si copre spingendo tutto su un altro argomento che sintetizzo: sosterrò la riforma costituzionale in nome degli interessi della Calabria perché quella riforma farà bene alla mia regione.

4) Rileggiamo il passo decisivo della rottura: “Le ragioni del Sì sono le stesse che mi inducono a difendere e ad anteporre gli interessi della Calabria a qualsiasi tattica o alchimia politica. Il Sì alla riforma è il Sì ‘prima di tutto la Calabria’". Traduciamo dal politichese: la Calabria per farcela ha bisogno di una riforma istituzionale. Io mi schiero a favore della Calabria non nella geografia interna del Pd. La Calabria viene anteposta (è il passo decisivo) “a qualsiasi tattica o alchimia politica”. La rottura è “organica e strutturale”, avrebbe detto un tempo Oliverio. Lui non tradisce i compagni della vecchia cordata: rompe con chi conduce una battaglia contro gli interessi della Calabria; rispetta gli interessi di chi l’ha votato ed eletto. Niente tattica e alchimia (e qui echeggia il ricordo-accusa contro chi ha già votato in Parlamento la riforma e ora cambia per motivi poco nobili). Tattica, alchimia: parole il cui valore semantico, nell’esperienza vissuta da Oliverio, è decisamente negativo.

DUE. Il dado è tratto, quindi. La conferenza stampa convocata per venerdì mattina a Lamezia, al di là del suo contenuto formale (il referendum) verrà ricordata soprattutto come una rottura con la minoranza Dem e il cambio ufficiale di collocazione di Oliverio rispetto all’area di provenienza. Sarà inevitabile una modificazione dell’equilibro che ha fin qui retto il Pd calabrese. Se l’area renziana non deve più fare i conti con una minoranza che esprime il Governatore, cambia tutto.

Quanti lo seguiranno? L’analisi grammaticale delle ultime scelte di Oliverio legittima l’ipotesi che il Governatore sia da parecchio tempo convinto che l’alternativa al renzismo proposto dalla minoranza Dem sia fragile e senza prospettiva. Ma nello stesso tempo Oliverio sembra avere presenti tutti i limiti e i rischi che accompagnano il progetto renziano. In questo quadro, ha lavorato a spostarsi con la quasi totalità delle forze che l’hanno fin qui sostenuto. Questo gli ha rallentato il momento della scelta ma forse a favore del pieno dei seguaci e addirittura di qualcuno in più.

 Ma temporeggiare ancora sarebbe stato pericoloso. Renzi, potrà sembrare poco signorile ricordarlo, ma qui ed ora non pare avere alternative e tanto vale sostenerlo con convinzione.

Solo l’occasione del referendum ha offerto il terreno giusto. Oliverio, è il messaggio che il Governatore vuole che passi, privilegia la valutazione di merito allo scontro tra schieramenti. Spera passi l’opinione che lui s’incontra con il renzismo non perché gli va incontro “mollando” i suoi vecchi compagni (che pure lo hanno fatto vincere contro il renziano Callipo), ma perché si trova spalla a spalla coi renziani mentre spinge e lavora per la Calabria.