COSENZA. IL trionfo di Occhiuto e la sconfitta del Pd (e del Ncd)

COSENZA. IL trionfo di Occhiuto e la sconfitta del Pd (e del Ncd)
occhiuto1    Mario Occhiuto è stato rieletto sindaco. La sua vittoria è stata piena. A Cosenza ha votato il 72% dei cittadini e Occhiuto s’è avvicinato al 60% dei voti. “Sarò sindaco di tutti” ha subito dichiarato parlando alla folla che lo applaudiva. Ancora alle 4 del mattino i dati non sono ufficiali ma la vittoria è stata riconosciuta da tutti anche perché le proiezioni sono convergenti e lo spoglio le sta confermando. Carlo Guccione, lo sfidante più accreditato si trova attorno al 20 per cento ed ha preso atto della situazione: “Abbiamo cercato di riaprire la partita e ribaltare il risultato, ma non ci siamo riusciti”, ha riconosciuto. Ad una sola cifra, dai datti non ancora definitivi si è invece fermato l’avvocato Paolini, spinto da civiche e dall’appoggio del Nuovo centro destra dei fratelli Gentile che, dopo il Pd, si accreditano come i maggiori sconfitti.

Occhiuto, sia pure a caldo, ha dato una prima lettura del risultato: "E' stata una campagna dura - ha spiegato ai suoi sostenitori - ma alla fine ha vinto la città che ha creduto in noi. Dappertutto abbiamo ottenuto grandi risultati perché' abbiamo lavorato per tutti e il nostro impegno è stato ripagato. Da domani Cosenza sarà ancora più bella. Il nostro obiettivo è quello di rendere grande questa città".

Gli ha fatto eco Jole Santelli, la coordinatrice di Fi che ha creduto con convinzione alla possibilità dello straordinario successo ottenuto arrivando ad accettare, senza battere ciglio, la strategia di Occhiuto che ha imposto che sulla scheda non vi fosse alcun simbolo di partito e che quindi, anche Fi si annullasse e camuffasse nelle liste civiche: “Il dato - ha spiegato - impone prudenza, ma per l’omogeneità del rilevamento anche ottimismo. Se così dovesse andare, vuol dire che la vittoria è straripante. Questa sarebbe la vittoria della buona amministrazione e della buona politica, dai toni corretti, contro una campagna dei veleni. Vuol dire che i cittadini hanno bisogno di questo".

Se il sindaco si è ben guardato a offrire una lettura serena del suo successo, Arturo Occhiuto, deputato di Fi e fratello del sindaco, ne ha proposto una interpretazione più polemica ed ha sostenuto che si è trattato di “grande vittoria che dimostra il grande amore nei suoi confronti dei cosentini che non hanno apprezzato il tradimento e dimostra anche che il centrosinistra cosentino ha avuto uno schiaffo anche in ragione di una campagna elettorale piena di veleni”. Il riferimento è all’implosione del Cdx cosentino che alla vigilia della scadenza elettorale ha dimissionato Maio Occhiuto che comunque, già in precedenza aveva perduto l’appoggio dei potenti fratelli Gentile. Del resto, la scelta di cassare tutte le sigle di partito per dar vita a una coalizione di Cdx formata da sole civiche dimostra nel Cdx la consapevolezza di una crisi che, in ogni caso, è stata ampiamente surrogata dalla performance di Occhiuto.

Netta è invece la sconfitta del Pd che il segretario regionale Magorno tenta di derubricare a “una battuta d’arresto”. Magorno, parlando con la televisione cosentina Ten ha ringraziato Guccione “per avere accettato la chiamata del Pd e della coalizione. Ha condotto una battaglia ma non è andata bene. Abbiamo avuto una battuta d'arresto”. Poi ha tentato un attacco: “Non ci convince come è stata governata questa città ed il suo futuro per cui continueremo la nostra battaglia con la forza delle idee". Sarà difficile che la sconfitta di Cosenza eviti una discussione carica di polemiche nel Pd. Nella città Bruzia è concentrata parte fondamentale del potere Pd calabrese a partire dal Presidente della Regione Oliverio e dal segretario regionale Magorno, oltre a big di caratura nazionale come la Covello (ma anche l’on. Carbone è cosentino) e di Cosenza sono Enza Bruno Bossio, lo sconfitto Guccione (che ha subito messo in chiaro di essere stato chiamato fuori tempo massimo a un soffio dalla scadenza) e Nicola Adamo. Una concentrazione di autorevoli che per non implodere ed essere riaccorpata ha avuto bisogno in tutti i passaggi decisivi di essere rimessa in carreggiata dal senatore Marco Minniti. Difficile che ora non si riapra una discussione di fondo. In fin dei conti quello di Cosenza si profila come il miglio risultato italiano del Cdx la cui dimensione è stata inimmaginabile nelle altre città capoluogo del paese.