«Ho appena firmato il decreto di convocazione dei Comizi elettorali per la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Il 7 agosto verrà eletto il Consiglio, Reggio Città Metropolitana prende forma».Per il sindaco Giuseppe Falcomatà è stata una mattina molto intensa. Subito dopo aver presentato, in conferenza stampa, la rimodulazione delle opere del Decreto Reggio, il primo cittadino con la firma sul decreto ha dato avvio concretamente alla costituzione degli organi che rappresenteranno la Città metropolitana. La comunicazione è asciutta, corredata da una foto eloquente. La data scelta, il 7 agosto, è, conti alla mano una scelta obbligata: i comizi elettorali devono infatti essere convocati entro il 40° giorno antecedente la votazione, e il 7 agosto è anche la prima domenica successiva a tale scadenza.
Il Consiglio metropolitano
Quel giorno si procederà alla votazione di 14 consiglieri metropolitani. Reggio è l’unica, tra le città metropolitane, ad avere un numero così esiguo di consiglieri, che varia in relazione alla popolazione residente. Il Consiglio è organo elettivo di secondo grado e dura in carica 5 anni: Anche se, in caso di rinnovo dell’amministrazione comunale, si rinnova anche il Consiglio. Hanno diritto di elettorato attivo e passivo i Sindaci e i consiglieri dei comuni della città metropolitana.
Le liste dei candidati al Consiglio Metropolitano devono essere presentate presso l’ufficio elettorale entro il ventesimo giorno antecedente le votazioni.
Le liste devono essere composte da un numero di candidati non inferiore alla metà dei consiglieri da eleggere e non superiore al totale: dunque, minimo sette e massimo 14. L’Ufficio elettorale esamina le liste di candidati al Consiglio Metropolitano che dovranno essere presentate ufficialmente entro 8 giorni prima della votazione. Il consigliere delegato alla città Metropolitana, Riccardo Mauro, convinto che l’amministrazione comunale e in genere tutti i sindaci della provincia, stiano «scrivendo la storia», si augura che con l’elezione venga garantita la rappresentativa di tutti i territori. Anche perché, occorrerà calcolare l’indice di ponderazione del voto degli elettori dei comuni di ciascuna fascia demografica. Si lavora insomma in questa direzione e senza grossi intoppi, per il momento.
Verso l’approvazione dello Statuto
Dopo l’elezione del Consiglio, i successivi passaggi per completare il percorso verso la Città metropolitana prevedono entro la fine dell’anno l’approvazione dello Statuto. In realtà su quella che può essere definita la “Magna charta” della città metropolitana si sta lavorando già da un annetto. Il metodo utilizzato (tenuto conto delle peculiarità territoriali) è stato quello di uno studio comparato degli statuti delle altre città metropolitane che sono già a pieno regime, con la collaborazione delle istituzioni universitarie. A Reggio sul testo in discussione ci sta lavorando il professore Francesco Manganaro. Dal momento dell’elezione del Consiglio metropolitano il confronto si farà più serrato, anche perché lo Statuto andrà votato entro 60 giorni dall’elezione del Consiglio stesso. Più o meno entro la prima decade di ottobre. Una volta perfezionato ed eventualmente emendato, il testo verrà sottoposto al voto della Conferenza metropolitana, composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e la presiede, e dai 97 sindaci dei comuni appartenenti alla città metropolitana (in atto 4 sono i comuni commissariati).
La città metropolitana
Si insedierà da gennaio 2017. La Città metropolitana subentra a tutti gli effetti alla Provincia e ne assume patrimonio, personale e funzioni. Falcomatà assumerà le funzioni di Sindaco metropolitano, anche se, in realtà, una volta eletti gli organi e approvato lo Statuto, si può concretamente parlare di città metropolitana. Il cui passaggio successivo sarà l’adozione del Piano Strategico.
Su cui – con tanto di articolo in primo piano sul sito della Provincia – si sta impegnando anche il presidente Raffa. Il suo impegno però non sarà vincolante.
Alla scadenza naturale del mandato degli organi elettivi della Provincia il Presidente e la Giunta, per legge, restano in carica fino al 31 dicembre a titolo gratuito per l’ordinaria amministrazione e gli atti inderogabili e urgenti, con Raffa che assume anche le funzioni del Consiglio. Tutto si può dire, ma il ruolo della Provincia di fatto non può che essere marginale, nonostante un gruppo di consiglieri, capitanati dal presidente del Consiglio provinciale Antonio Eroi, si sia dedicato alla costituzione di un Osservatorio sulla città metropolitana. In altre parole, se ci saranno contatti, saranno catalogati tra le “cortesie istituzionali”.
D’altra parte, il Comune ha già stanziato 1 milione di euro dai Patti per il Sud da destinare alla redazione di un bando per dotarsi di un supporto tecnico competente nella stesura del Piano strategico.