MASSIMO ACQUARO L’Italicum e il groviglio pasticciato dei grillini

MASSIMO ACQUARO L’Italicum e il groviglio pasticciato dei grillini
italicum   L’Italicum è stato approvato mesi or sono, ma è entrato in vigore il primo luglio. Da oggi in poi, se si tornasse a votare, verrebbero applicate le nuove regole. In qualunque paese al mondo non sarebbe un problema. La legge è stata approvata, tutti sanno o dovrebbero sapere cosa comporta. Quindi? Quindi rischiamo di essere nel mezzo della tempesta perfetta.

ALFA. La legge, si sa piaceva solo al PD, anzi alla maggioranza renziana del PD. La minoranza l’aveva votata (ha sempre votato secondo le aspettative del segretario premier) per amore della “ditta” sapendo benissimo che il Capo l’avrebbe adoperata per farli fuori al primo giro elettorale. Era  una legge di “minoranza” quando venne approvata e per strada piaceva sempre meno.

BETA. Gli ultimi sondaggi danno il M5S e Di Maio parecchio avanti il PD. Se si votasse domani con l’Italicum non ci sarebbe partita. La legge assegna il 51% dei seggi alla lista che porta a casa la maggioranza dei voti. Niente apparentamenti, niente premio di coalizione. Grillo ed i suoi fiutano l’occasione storica e cominciano – a dispetto di ogni coerenza con  le loro posizioni precedenti – a difendere lo status quo. Vedrete che se qualcuno si azzarderà a parlare sul serio di mettere mano all’Italicum i pentastellati grideranno al golpe, saliranno al Quirinale, scateneranno l’inferno nel Parlamento. È l’unica occasione che hanno per conquistare la guida del paese, non possono perderla.

GAMMA.  In mezzo c’è il rebus del referendum istituzionale. A guardare il testo della nuova Carta non ci dovrebbero essere dubbi sulla vittoria del SI. Ma la riforma la conoscono in pochi e tanti andranno (se andranno) a votare ad ottobre con poche idee e una sola convinzione: se vince il SI resta Renzi se vince il NO se ne va a casa. Badate bene tra i primi che stanno tentando di rompere questo schema non ci sono gli uomini del premier (spaventati dalle comunali di Roma e Torino), ma proprio i 5stelle che vanno dicendo che Renzi può continuare a governare anche se perde. Ma come mai?

DELTA. Se la riforma costituzionale salta e per forza anche l’Italicum per la semplice ragione che quella legge non regola l’elezione del Senato destinato nei progetti del premier a non essere più votato dal popolo. Se il referendum costituzionale non passa ed il Senato resta com’è dovrà per forza mettersi mano alla legge elettorale posto che, oggi, il Senato verrebbe eletto con il Porcellum modificato dalla Corte costituzionale, un mostro inguardabile.

E allora? E allora si profila la seconda giravolta del M5S, mollare la battaglia referendaria al suo destino nella speranza che Renzi la spunti e non tocchi più l’Italicum. Una furbizia di troppo per un movimento “di popolo” e di rottura. E le furbizie,  in politica e non solo,  sono sempre l’anticamera delle spregiudicatezze.