Il referendum, il M5s e la Calabria. Renziani e/o patriottici?

Il referendum, il M5s e la Calabria. Renziani e/o patriottici?
referendum Tra Corte costituzionale (che deciderà della nuova legge elettorale il 4 ottobre) e referendum per l’approvazione delle modifiche alla Costituzione (da svolgere a novembre) si prepara un autunno importante, forse decisivo per la sorte del Paese.

Chi vuole immiserire la battaglia in un voto pro o contro Renzi insegue il proprio tornaconto personale ed elettorale. Le questioni sono molto più importanti. Paradossalmente se Renzi avesse detto: “Se passa la riforma della Costituzione me ne vado” avrebbe reso un grande servigio al Paese. L’aver detto il contrario in una fase di esaltazione personalistica del proprio ruolo politico ed istituzionale ha finito per avvelenare i pozzi e rischia di generare un pericoloso caos.

ALFA. Tutti sanno ufficialmente che l’Italia è in stagnazione. La crescita zero dell’ultimo trimestre se il trend non cambia mette a rischio la nazione. Tutti temono una speculazione sul più pericoloso debito pubblico del mondo e c’è chi pensa di far fuori Renzi come Berlusconi nel 2011 se le cose si mettono male. L’articolo di Romano Prodi sul Messaggero di pochi giorni fa è un vero campanello d’allarme per l’Italia. È tornata in auge la parola “credibilità internazionale” che spalancò le porte a Monti. A crescita zero il paese salta in poche settimane e le banche sarebbero le prime. Renzi si è venduto legge elettorale e riforma costituzionale come una polizza sulla tenuta dell’Italia. Se il doppio round di ottobre e novembre finisce male avremo gli speculatori alle porte e Bruxelles sul piede di guerra.

BETA. Renzi è stato spericolato? No ha semplicemente fatto quel che i suoi predecessori avevano promesso per anni infischiandosene dopo aver gabbato i partner. Ha scommesso che si sarebbe votato sulle riforme in un contesto economico favorevole. Non è andata così è rischia di pagare un conto molto salato. Fatti suoi verrebbe da dire, ma i mercati e l’Europa non possono tollerare marce indietro.

E' probabile che il premier non abbia alcuna idea di come venir fuori dall’angolo e ormai speri nel cinismo di Grillo che, pur di conservare un Italicum che al momento gli consegnerebbe il governo del Paese, potrebbe non impegnarsi a fondo sul referendum facendolo passare. Di Battista che gira l’Italia in scooter non è il Che dei “Diari della motocicletta”, ma solo una foglia di fico per simulare un impegno contro la riforma. Decisivo sarà il comportamento di Grillo: finora immobile. Se lui non prende il camper i Grillini avranno libertà di voto e a tanti la riforma piace e guardano con l'acquyolina in bocca posti, sottoposti e possibilità che si spalancano davanti a chi prende il potere. Il referendum sull’Italicum, controprova, non si terrà perché al Comitato che voleva abrogarlo sono mancate 50 mila firme. Grillo le avrebbe raccolte in un paio di piazze e non lo ha fatto. Perché dovrebbe ora votare NO alla riforma costituzionale? Per farsi cambiare la legge in un accordo Renzi – Parisi che lo stringerebbe all'angolo? Difficile.

GAMMA. In questa scacchiera la Calabria ha tutto da perdere nel doppio affossamento dell’Italicum e della riforma. Molti consiglieri regionali csx che vedrebbero le proprie indennità falcidiate del 70% dalla riforma Boschi stanno cavalcando il malcontento contro Renzi e dicono, sottovoce, di votare NO. Basterebbe questo solo per votare SI. Ma soprattutto la Calabria ha un interesse straordinario al non affossare il paese facendo saltare le promesse di queste settimane. Una crisi di tipo greco ci vedrebbe letteralmente alla fame. Siamo l’anello debole dell’Italia e dell’Europa e a noi per primi serve che il banco non salti, che la congiuntura non si aggravi e che il governo vada avanti. Non siamo renziani siamo solo patriottici.