Renzi, Occhiuto, il Ponte, le olimpiadi

Renzi, Occhiuto, il Ponte, le olimpiadi
olim   Dice l’efficientissimo portavoce del Comune di Cosenza: ‘’Ponte sullo Stretto, Occhiuto incalza Renzi: ‘Per accelerarne l’opera, si concentrino gli sforzi per le Olimpiadi della Magna Grecia 2028’.

  E giù le dichiarazioni del prode Mario Occhiuto. “Ho letto – dice infatti il Sindaco di Cosenza - le dichiarazioni del presidente Matteo Renzi relative al Ponte sullo Stretto e credo che i progetti in cantiere, compreso appunto il Ponte, troverebbero una razionalizzazione proprio grazie all’organizzazione delle Olimpiadi della Magna Grecia per il 2028”.

  Occhiuto é anche presidente della Commissione Mezzogiorno Anci. E aggiunge in tale veste: “Un impegno del genere darebbe certezza sulle infrastrutture da realizzare e, soprattutto, consentirebbe di trovare co-finanziamenti privati in grado di alleggerire il peso dell’intervento pubblico. Il cronoprogramma permetterebbe, come ho già avuto modo di evidenziare, di terminare le azioni di base sulle linee ferroviarie, sull’alta velocità e sull'impiantistica per poi passare dunque al Project financing sul Ponte. Sarebbe la vera rivoluzione fattuale per il Sud – conclude Occhiuto - e salderebbe un Paese ancora troppo diverso nella dotazione infrastrutturale. È una proposta che mi auguro non venga lasciata cadere nel vuoto e che i Sindaci del Sud recepiscano come fatto concreto per la crescita dei loro territori”.

Viviamo tempi in cui la politica è debole, assai debole. I partiti sono scomparsi, o sono un esile carta velina rispetto a un tempo che fu, quando diedero vita alla forma dello Stato e alla democrazia italiana, per poi sfaldarsi sotto i colpi della questione morale. Viviamo – se volete - tempi anche un po’ grigi, stretti tra la crisi economica, la disoccupazione dilagante, il riemergere di un populismo che sconfina nel qualunquismo e, dunque, un po’ di movimentismo non guasta. Anzi.

La politica – si aggiunge - ha bisogno di sogni, di sguardi buttati oltre l’ostacolo, al di là delle contingenze meschine del quotidiano, di grandi progetti e di grandi opere. Renzi e Occhiuto in questo sono due maestri. Forse non si conoscono nemmeno. Hanno storie diverse, politiche e professionali, ma sono due maestri dell’immaginario collettivo e di come aggirare tutti gli ostacoli.

La Raggi e Roma rifiutano l’Olimpiade? Niente paura, c’è qui Mario da Cosenza a tirare tutto il sud, da Napoli a Palermo passando per Bari, per il sogno olimpico.

  Non ci sono strade e treni in Calabria e Sicilia? Niente paura, c’è qui Matteo da Firenze che rilancia il sogno del Ponte tra Scilla e Cariddi, nuovo e mai tramontato mito di un’avveniristica stagione del rilancio meridionale.

Era, dunque, pressoché’ inevitabile che i due sogni si incrociassero e il grande Mario da Cosenza ci ha messo un bel carico da 11, tirando la volata sia al Ponte che alle Olimpiadi al Sud.

Tutto bene ma un dubbio assale: finché reggerà questa politica dei sogni e del domani meraviglioso contro questo grigio opprimente quotidiano? Finche’ reggeranno i cittadini normali alle prese magari con il figlio disoccupato da un decennio o un malato che non si sa dove ricoverare a questo mediatico bombardamento luccicante di sogni e di promesse?


Torniamo con i piedi per terra, per favore e per un attimo. Sul Ponte almeno facciamo nostra – come ha suggerito domenica il Direttore del Quotidiano – l’idea del presidente Oliverio (in sintesi estrema: prima il pane e poi le rose). Ma io ne aggiungo un’altra, facciamo un solo, concreto esempio: Cosenza ha avanzato una bella proposta per Capitale della cultura italiana nel 2018. Orbene: Renzi e Occhiuto vedano di aiutarsi a vicenda su questa attualissima proposta e abbandonino – magari non per sempre, per un solo attimo - i sogni del Ponte e delle Olimpiadi. Se la politica diventa, anzi ridiventa, questa può darsi che i cittadini non la detestino più, al di là ed oltre i vari esiti elettorali, su cui nessuno in piena salute mentale può dormire sonni tranquilli, che oggi sono positivi ma domani chissà!


Se restiamo solo ai sogni il rischio è che all’alba quei sogni possano infatti svanire e tutto ritorni nero e grigio. Pesante più di prima. Per tutti.