L’ Alta Velocità serve. Non sarà un toccasana miracoloso, ma se non si abbatte in maniera netta e decisa il problema della mobilità la Calabria non va da nessuna parte. E l’Alta Velocità e’, appunto, uno di questi tasselli. Non l’unico, sicuro, ma se non si parte mai non si arriva mai.Non stiamo facendo rivendicazioni ma stiamo avanzando una proposta di interesse nazionale perché mette una parte del Paese, cioè il Mezzogiorno, in condizione di pari opportunità rispetto al resto d'Italia. L’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria consente, infatti, tempi di percorrenza da Reggio fino a Roma in meno di tre ore, così come avviene oggi da Milano a Roma e dunque di sei ore con Milano. Vi sembra poco? A me no…
Quanto previsto nel Patto per la Calabria e nel Piano regionale dei trasporti e’, dunque, un tassello importante, sarebbe la vera rivoluzione unitaria del paese perché metterebbe il territorio nazionale in condizioni di accessibilità in tempi pari e con infrastrutture di pari sostenibilità.
Hanno ragione Oliverio e Russo: realizzare questa infrastruttura significherà avere una maggiore e migliore capacità di intercettare i flussi ed il traffico di merci che attraversa il bacino del Mediterraneo; significa servire l'Europa e non solo il resto del Paese, perché Gioia Tauro a quel punto diventerebbe la porta di accesso delle merci e la dorsale ferroviaria di alta velocità consentirebbe il trasporto per servire il mercato nazionale ed europeo in tempi ragionevoli, tali da consentire la competitività. Sarebbe la risposta appunto a un mercato che è sempre più esigente. Quindi la Calabria e il Mezzogiorno che si propongono come risorsa per il Paese.
Sulle cose concrete le risorse ci sono tutte: ci sono infatti sei milioni di euro per realizzare lo studio di fattibilità per l'alta velocità; c'è la volontà del ministro Del Rio che proprio in questi giorni ha ribadito la priorità per il governo del Paese della realizzazione dell'alta velocità e quindi tutto va in una direzione.
Si parta, dunque, senza indugi con lo studio di fattibilità e si imbocchi il percorso della operatività. La Calabria questa volta si propone come regione al servizio del Paese, naturalmente in questo quadro affrontando i problemi della mobilità e dell'accessibilità del territorio. Poi ci vorrà il progetto per il corridoio ionico ed entro fine anno avremo il Piano dei trasporti.
L’assessore delegato al piano dei trasporti Francesco Russo (una vera autorità nazionale, e non solo, in materia) evidenzia sempre che «esiste un gap infrastrutturale. L'Unione europea identifica nell'alta velocità l'elemento centrale per sbloccare un territorio. Il Patto per la Calabria dice per la prima volta che si deve fare lo studio di fattibilità per l'alta velocità nel Sud e noi questo studio lo vogliamo fare. Il Piano regionale dei trasporti recupera ciò che è stato siglato nel Patto. È una grossa sfida e riteniamo che dalla Calabria possa partire anche una sfida per un nuovo tipo di trasporto. Vogliamo ragionare senza concetti precostituiti».