
Si allontana l’ipotesi di scioglimento anticipato del Consiglio regionale che veniva prospettata, spesso strumentalmente, sia dall’opposizione che dalla maggioranza non allineata con il governatore.
La cronaca giudiziaria segnala infatti che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso spinto dalla Dc di Rotondi che voleva le elezioni anticipate in Calabria, in quanto il Consiglio regionale in carica sarebbe stato eletto con una legge approvata da un’Assemblea in regime di prorogatio. Come si ricorderà l’attuale legge elettorale fu approvata, su input del governo nazionale, dopo le dimissioni del governatore Scopelliti che era stato condannato nell’ambito del processo Fallara.
Questa mattina, relatore Giuliano Amato, i giudici della Consulta hanno dichiarato inammissibile il ricorso "per carenza di interesse" presentato dalla Democrazia Cristiana.
E' entrato nel vivo, invece, con l'esame del ricorso presentato dalla forzista Wanda Ferro, che reclama un posto in consiglio regionale - a scapito del verdiniano Ennio Morrone - essendo stata la migliore perdente tra i candidati alla presidenza della Regione. Il Tar, alla quale Ferro si era rivolta, contestando l'approvazione della legge elettorale con un Consiglio operante in regime di prorogatio, ha ritenuto la materia di competenza della Corte costituzionale e aveva inviato gli atti alla Consulta. C'e' un precedente, a questo proposito, e riguarda la Regione Abruzzo: la Consulta ha sancito che in regime di prorogatio non si possono adottare norme che non siano di "ordinaria amministrazione". Allo stesso tempo, sempre i giudici costituzionali, hanno sancito che il varo di una nuova legge elettorale in prossimità delle elezioni non è certo cosa di “ordinaria amministrazione”. La sentenza dovrebbe arrivare tra circa un mese ma, a questo punto, pare assai improbabile che possa determinarsi uno scioglimento anticipato del Consiglio.
Esulta, nel frattempo, il senatore Paolo Naccarato, di recente audito in Commissione “Riforme” di palazzo Campanella in vista di una rivisitazione della Statuto. “Malgrado gufi, rosiconi e vampiri, per decisione della Corte Costituzionale, cala il sipario su tutte le voci di scioglimento del consiglio regionale della Calabria – ha detto Naccarato - Resta da approfondire il comportamento di chi ha alimentato per mesi tale illusoria aspettativa e soprattutto per quali nobili motivi lo ha fatto. Per quel che capisco, nella peggiore delle ipotesi, la sentenza della Corte Costituzionale che sarà resa nota più o meno fra 40 giorni, potrà dichiarare una "incostituzionalità limitata" della legge elettorale approvata in regime di prorogatio del consiglio regionale, limitatamente all'attribuzione del seggio al candidato presidente miglior perdente".