C’e’ una Calabria diversa da quella che purtroppo appare sui grandi media nazionali per fatti negativi (negli ultimi tempi sui canali vari della Rai non c’era altro che la difficolta’ della scelta!), una Calabria positiva e attiva. Quella – ad esempio - degli Stefano Caccavari che con il suo Mulino di Comunità di San Floro sta spopolando in tutto il mondo raccogliendo finanziamenti.Della Calabria dei Domenico Cristofaro che con la sua Ecoplan, nonostante le gravissime difficoltà operative, provocate da due ingenti furti di rame subiti a distanza di quindi giorni l’uno dall’altro, nonostante le banche che anziché dare credito chiedono garanzie impossibili, nonostante qualche gestore/fornitore elettrico che chiede depositi cauzionali tali da rendere impraticabile un’attività produttiva, proprio la scorsa settimana, durante il primo Forum SCUOLA INNOVA sull’edilizia scolastica, organizzato a Roma da Legambiente, ha presentato il progetto “TENIAMO BANCO”.
Un progetto che prevede, appunto, l’applicazione dell’Economia Circolare, che è uno dei principali driver di crescita e di sviluppo su cui punta la UE nelle sue direttive di EUROPA 2020, attraverso l’utilizzo di un materiale nuovo tutto Made in Calabria, ecologico e riciclabile al 100% e all’infinito, da utilizzare come piano dei banchi scolastici, in alternativa a quelli tradizionali in legno truciolare rivestiti con formica e tenuti assieme con collanti contenenti formaldeide e che non sono riciclabili.
Il materiale messo a punto dalla ECOPLAN si chiama ECOMAT ed il suo utilizzo, a fine ciclo vita prevede il ritiro del piano vecchio ed il suo riciclo per ottenerne uno identico nuovo, contribuendo così anche a mettere in atto una vera e concreta spending review ed ha attirato l’attenzione anche del Ministero dell’Istruzione, al punto tale da portare recentemente il sottosegretario Davide Faraone a visitare l’azienda e dichiarare che la stessa rappresenta il futuro il Governo vuole e deve favorire, attraverso gli acquisti verdi e i criteri ambientali minimi introdotti nelle gare di appalto e forniture con il nuovo Codice Appalti, e sul quale il Sud deve però puntare senza indugi, ritardi e tentennamenti vari.
Ma c’è di più: i materiali presentati a Roma sono ottenuti utilizzando anche materie plastiche provenienti dalla raccolta differenziata urbana ma della Toscana e non della Calabria.
Sì, perché questa Calabria che a noi piace raccontare è anche capace di essere credibile al punto tale di diventare anche punto di riferimento di un’azienda manifatturiera toscana, la REVET RECYCLING, a prevalente partecipazione e controllo pubblico, che seleziona e avvia a riciclo le frazione plastica della raccolta differenziata di tutta quella regione e che si è rivolta alla ECOPLAN affinché attraverso il know-how tecnologico ed impiantistico dell’azienda calabrese si possa dare il maggiore valore aggiunto possibile alle materie prime seconde ottenute dal riciclo.
La notizia, questa volta per fortuna grazie alla sua positività, fa emergere però l’ennesimo paradosso e cioè quello che in Calabria, fino ad oggi i rifiuti, e spesso anche quelli provenienti dalla raccolta differenziata, o vanno a finire in discarica o vengono conferiti, ovviamente a pagamento, ad altre regione, e tra queste, ci risulta che ci sia anche la Toscana, che in questo caso i suoi rifiuti selezionati ed avviati a riciclo li manda in Calabria per farli diventare ri-prodotti ad alto valore aggiunto che si spera andranno a diventare i nuovi piani dei banchi scuola italiani e non solo, contribuendo così altre al miglioramento ambientale ed ad una sensibile riduzione dei costi anche ad una funzione didattica e pedagogica che questo tipo di banco ha di perse nei confronti dei nostri, bambini, scolari e studenti di ogni ordine e grado.
Mentre scrivo mi domando quanti di quelli che leggeranno questo articolo, e hanno in mano le leve giuste, idonee, adeguate per agire si domanderà il perché quanto succede in Toscana non sia, questo si’ , replicabile anche in Calabria. Ecco: di fronte a questi casi di una Calabria che opera, agisce ed eccelle in mille difficoltà, ci aspettiamo che alle domande seguano poi maggiore attenzione e concrete azioni in favore di questi casi e di tanti altri che sicuramente non mancano e che meritano anche loro di essere adeguatamente sostenuti come accade nelle altre regioni, dove si faranno sì anche tanti annunci, parole e proclami ma dove seguono inesorabilmente i fatti.