RECENSIONE: Phonos Hellenikos Megistos – di Daniele Castrizio

RECENSIONE: Phonos Hellenikos Megistos – di Daniele Castrizio

castrizio

di ANTONIO CALABRO' -

Con un crescendo di azione e di tragedia il professor Castrizio ci riporta alla Rhegion della Magna Grecia, la “bella polis” laboriosa dove, già allora, sotto la copertura d’iniziative politiche si consumavano drammatiche lotte per il potere e l’affermazione personale.

Ma la parte più importante, specificata dal sottotitolo (La più grande strage di Greci) riguarda la terribile battaglia combattuta da un contingente oplite reggino in Puglia, alleato dei Tarantini, nella quale tremila nostri compaesani trovarono la morte. Una delle numerose, impunite ed inutili stragi di cui è costellata la storia, provocata, tanto per cambiare, dalla vanità e dal desiderio di primeggiare di pochi scellerati.

La notizia, riportata sia da Erodoto che da Diodoro Siculo, era avvolta dalla nebulosa del tempo, e si prestava a numerose interpretazioni. Daniele Castrizio, grazie alle sue competenze numismatiche e ad una logica elaborazione dei fatti, ha ricostruito la storia rendendola insieme istruttiva, commovente, tragica.

La battaglia, che si svolse nei pressi della odierna Ceglie Messapica, combattuta tra Lapigi e Messapi da un lato e Tarantini e Reggini dall’altro, cruda e terribile come una mischia Omerica, descritta con il pathos dello scrittore e con l’abilità dello storico, oltre a ridestare in noi l’orrore per la violenza e per il sangue, riesce a provocarci quel sentimento senza tempo che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi: la Pietà.

Percepiamo ancora vivi i protagonisti del libro, nostri avi, li accogliamo nel pantheon personale degli antenati, li amiamo e siamo pronti a piangere per loro. La sanguinaria mischia, che segue tutto il preambolo nel quale emergono le peculiarità dei potenti, degli sciocchi, dei sognatori e degli illusi, è come il vortice scarlatto nel quale precipitano le storie quando diventano guerre. Ed il bagno di sangue, le sofferenze, le urla straziate e l’immane angoscia dei combattenti diventano presente, e illustrano la fatica del vivere e il genuino desiderio di giustizia che sovrasta, da sempre, tutte le opere del professor Castrizio.

Portiamo un fiore a Ceglie Messapica, reggini. Laggiù i nostri concittadini, migliaia di anni fa, lasciarono le ossa ad imbiancare al sole soltanto per soddisfare brame di potere e corruzione e lassismo. “Soltanto un politico può avere quella miscela di arroganza e ignoranza che porta i popoli verso lo sfacelo”, dice il consapevole protagonista del romanzo. Era vero allora, è vero oggi. Leggere un libro così aiuta a recuperare proprio quella consapevolezza, di reggini, di cittadini, di uomini, che è decisiva per proseguire il sogno di una convivenza pacifica, civile e serena. Un contributo alla nostra cultura, un libro per tutti noi, un racconto educativo, che ci arricchisce e ci rende più degni di questa città e della sua millenaria storia.

“Phonos Hellenikos Megistos” – La più grande strage dei Greci – di Daniele Castrizio- Fondazione Sperimentale Reggina-