Francesco Como, giovane novantunenne al servizio della Memoria

Francesco Como, giovane novantunenne al servizio della Memoria

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di FRANCESCA RAPPOCCIO

A volte si crede che il passato sia fatto di grandi nomi presenti sui libri di storia ed entrati di diritto nella memoria collettiva, ma non è sempre così o, meglio, non è solo così.

Può capitare di imbattersi in donne e uomini che hanno partecipato senza saperlo alla grande storia, anche della nostra città. È il caso del professore Francesco Como, un giovane novantunenne reggino che ha difeso l’onore ed esaltato il sentimento di amor di patria durante la Seconda guerra mondiale e ancor di più nei due interminabili anni quando fu internato nei campi di concentramento in Polonia e in Germania dal 1943 al 1945.

Egli era Colonnello dell’Esercito stanziato a Corfù e Cefalonia, in quei drammatici giorni in cui, ignari dei mutamenti delle alleanze, ci si ritrovava improvvisamente nemici dei tedeschi, e di notte trascinato via a forza da quelli che prima erano alleati, fratelli.

Lo spirito combattente da soldato è ancora attivo oggi che ricopre l’incarico di Presidente della sezione Provinciale di RC dell’Ass. Nazionale Mutilati e Invalidi.

Con cipiglio si impegna ad andar in giro per le scuole a raccontare quella che è stata l’esperienza più dura della sua esistenza e quei due anni trascorsi, dal 1943 al 45, presso i campi di sterminio prima in Polonia e poi in Germania.

Ricorda con lucidità le sofferenze patite nel corpo e nell’anima, dal viaggio di andata sui carri bestiami lungo tutta l’Ungheria fino in Polonia.

Tutto è ancora impresso nella sua memoria. Le angherie delle selezioni all’ingresso del campo, dentro il quale smise di essere uomo divenendo il numero 24.770. I soprusi per quella specie di poltiglia chiamata cibo e per l’acqua lesinata. Il tempo dilatato cadenzato dalle adunate insolenti in cui si faceva la conta nel cuore della notte e, strigliati offesi e beffati, si doveva rientrare di corsa nelle baracche.

A rinfrancarlo e a tenerlo ancorato alla vita solo l’idea della sua famiglia che lo attendeva.

Nonostante gli orrori e i patimenti subiti, non cede al sentimento della vendetta, non gli appartiene, preferisce ricordare quei giovani, anche adolescenti, che partivano per il fronte spinti da nobili virtù, quali la patria e l’appartenenza alla nazione che oggi sembrano anacronistici e quasi fuori luogo.

Ecco perché sente il bisogno di incontrare i ragazzi per diffondere e seminare nei loro cuori la difesa ad ogni costo della pace, della giustizia e della democrazia.profcomo2

Gli studenti dell’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Reggio Calabria hanno avuto la possibilità di conoscere e ascoltare il racconto emozionante del prof.re Como nella celebrazione del giorno della memoria il 27 Gennaio, in cui si sono trasformati in competenti giornalisti ponendo domande nette e precise.

Inoltre gli allievi della classe III della Scuola secondaria di I grado hanno anche realizzato un video sul Campo di Concentramento Ferramonti di Tarsia, nella provincia di Cosenza, a testimoniare che l’offesa della dignità umana non era poi così lontana dalle nostre case.