Una pagina di diario rubata al tempo delle (troppe) pecore nere

Una pagina di diario rubata al tempo delle (troppe) pecore nere

pecore

di PASQUALINO PLACANICA -

La vicenda della ragazzina messa alla gogna per una pagina di diario rubata e messa in rete è emblematica di un mondo in cui i valori veri non esistono più. Una pagina di diario, si.

Ai miei tempi si affidavano alla carta i ricordi, i momenti belli e brutti, quelli decisivi, nel bene e nel male. Adesso, in un mondo multimediale si usano i blog, i file digitali, i filmati. È sempre accaduto che qualcuno rubasse il diario di un altro e lo leggesse, è sempre accaduto che il fratello sbirciasse quello della sorella. Quello che ai miei tempi accadeva di rado è che di questi segreti rubati se ne parlasse sui giornali; quello che invece accadeva spesso è che il ladro di segreti, se il segreto era per così dire “scabroso”, se lo teneva per se per non ferire la persona a cui l’aveva rubato.

Le nuove generazioni, purtroppo, figlie (maleducate) di una società pettegola e morbosa, non hanno di queste delicatezze. Non è un caso che i protagonisti negativi di questa vicenda siano minorenni (e parlo dei ragazzi che hanno rubato il video) e non è un caso che sul web girino articoli di giornalisti giovani che magari sbandierando un malinteso diritto di cronaca raccontino il fatto esattamente come sentito dire in giro, al punto di dovere poi rettificare e chiedere scusa a seguito di sopraggiunte smentite.

Ma si sa, la notizia attira, e allora al diavolo tutto, anche il rischio di fare una cattiva figura, quello che conta sono gli “accessi” al sito. E così, mentre ai miei tempi tra i giovani erano i “galantuomini” a prevalere, quelli che a una ragazza, qualunque fossero la provenienza il comportamento e l’estrazione sociale cedevano il passo e portavano i libri a scuola, adesso in giro si vedono più bifolchi insensibili, naturalmente portati a disprezzare gli altri.

I galantuomini, se ce ne sono tra i giovani (ed io credo che ce ne siano) non incidono. Sono come poche pecore bianche tra tante pecore nere.