Piergemma e l'educazione alla bellezza (foto)

Piergemma e l'educazione alla bellezza (foto)

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di FRANCESCA RAPPOCCIO

Il volto deturpato della città di Reggio ha ultimamente riempito gli occhi e il cuore di stupore e profondo malessere. Eppure i cumuli di immondizia che hanno invaso Reggio e le città calabresi non rappresentano la sua vera essenza.

L’immagine di Reggio oggi non può e non deve essere questa. E per risollevare gli animi feriti e provati dal decadimento della città, come un manuale retorico, si citano le nobili origini magno - greche o i nomi altisonanti della storia della cultura reggina.

Oggi esistono altrettante figure rilevanti che con impegno, amore e serietà sono degni rappresentanti di un nuovo vasto movimento culturale divenendo, anche senza volerlo intenzionalmente, simboli positivi.

Fra questi, nel panorama reggino e nazionale, da anni si distingue Pierina Laganà, in arte Piergemma.

piergemma1Dare una definizione alla produzione artistica di Piergemma sarebbe difficile nonché riduttivo, proprio perché si differenzia per la sua poliedricità: poetessa, pittrice, disegnatrice e scrittrice teatrale. Ha pubblicato sillogi poetiche, racconti, favole, partecipato a mostre collettive e realizzato delle personali.

I colori, le pennellate, la rappresentazione teatrale sono il tramite tra sé e gli altri.

La parola è riprodotta su tela e su oggetti, ma anche indossata e dipinta su scialli, una fra le tante peculiarità della sua creatività.

In bilico tra sogno e realtà, nei suoi soggetti rappresenta la “Comèdie Humaine” (titolo di una sua ultima personale) e le conseguenti maschere che prendono il sopravvento sulla vita.

Nell’incarnare le costruzioni degli esseri umani si cela un grande amore per l’umanità, nelle sue innumerevoli manifestazioni.

E in questa ricerca di autenticità che secondo Piergemma si genera la comunicazione.

La sua consacrazione è avvenuta a Firenze nel 2011 al Caffè storico-letterario “Giubbe rosse” (in cui è esposto in maniera permanete un suo quadro) con la mostra personale “Il Bottegaio dell’Amore”, importante banco di prova per un artista e, ancor di più, se donna.

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“La macchina del fango”, la diffamazione è essenzialmente uno dei modi per attaccare la donna che si afferma ed è per ciò importante mantenere un’integrità intellettuale. Anche quella è violenza mascherata, dichiara Piergemma.

La donna vera, continua, è quella che si libera dalle maschere e, avvalendosi soprattutto dell’ironia, se ne distacca percorrendo la propria strada.

Non nasconde la difficoltà nell’affrontare un ambiente difficile e molto selettivo come quello delle “Giubbe rosse”, per nulla avvezzo ai facili complimenti, ma con cui condivide questa visione d’arte nella sua interezza.

Piergemma è una figura positiva soprattutto nella nostra città, che ha bisogno di essere educata alla bellezza contro le brutture della rassegnazione. L’arte come antidoto al disfacimento culturale.

La sua carica artistica è dirompente, una continua fucina d’interessi e curiosità che restituisce con generosità al pubblico.

E la finalità della sua arte la esprime bene in uno dei suoi versi più simbolici “Se riuscissi a lasciare un’emozione, una scialuppa su cui salire, lanterna che illumini gli altri, sarei felice”.