
di DALIA CAMBRIA*
Un’atmosfera unica, calda, accogliente ha caratterizzato il secondo appuntamento del Circolo Culturale Happy Place, svoltosi ieri sera al Nìu Avantgarden. Il salotto letterario sull’autrice Chiara Gamberale, condotto dalla psicologa Lucia Bruciafreddo, nonché presidente del Circolo HP, ha coinvolto il pubblico presente che si è lasciato trasportare dalla lettura di alcuni passi dell’ultimo romanzo della Gamberale Per dieci minuti, edito da Feltrinelli, e da una riflessione sulla creatività e sul bisogno, soprattutto al giorno d’oggi, di cambiare punto di vista, di sperimentare nuovi modi per “abbracciare” tutto ciò che ci circonda.
Per dieci minuti è un libro che, come dice l’autrice, “racconta un gioco che le ha insegnato a dire sì al cambiamento”: dopo aver raccontato quando arriva il dolore in Quattro etti d'amore, grazie, (Mondadori, 2013) la Gamberale spiega in quest’ultimo romanzo - quasi interamente autobiografico - come sia possibile superarlo. La protagonista (Chiara) ci riesce: per un mese, ogni giorno su suggerimento della sua terapeuta, per almeno dieci minuti fa qualcosa che non ha mai fatto prima. Bastano piccole cose: dall'usare uno smalto fucsia al suonare il violino, fino al camminare di spalle nel centro città, qualsiasi cosa nuova, fatta per soli dieci minuti, può davvero cambiare il nostro modo di sentire la vita. E aiutarci ad abbattere i nostri limiti. Il filosofo e pedagogista austriaco Rudolf Steiner fu il primo a teorizzare l’esperimento “per dieci minuti” che oggi, grazie anche al romanzo della Gamberale, spopola in tv, in radio e soprattutto sui social network in cui Chiara chiede ai suoi followers di raccontare i propri 10 minuti su Twitter, usando l'hashtag #10minutixcambiare.
Lucia Bruciafreddo prendendo spunto dall’esperimento dell’autrice romana, anima la serata proponendo un gioco che il pubblico presente accoglie con entusiasmo: muniti di penna e carta colorata, dopo aver osservato per qualche minuto il locale e la gente in sala, ciascun ospite è chiamato a scrivere 3 cose che vorrebbe fare in quel preciso istante, nel qui ed ora, associando in maniera insolita gli oggetti e le persone presenti. È da qui che nascono gli incontri più strani, le combinazione che non ti aspetti, quelle che ti fanno pensare che sì, è vero: abbiamo bisogno di una prospettiva diversa per guardarci intorno, per trovare le soluzioni più opportune ai piccoli e grandi problemi del nostro quotidiano.
La Bruciafreddo conclude la serata regalando al pubblico presente una pergamena contenente il famoso pensiero sulla creatività e l’immaginazione di Albert Einstein, tratto da Il mondo come io lo vedo e scritto nel 1934 ma che riflettendoci su, sembra proprio attuale e diretto a noi reggini che stiamo attraversando un periodo di smarrimento e difficoltà.
Sono serate come queste che ancora una volta, mi fanno credere e sperare che il nostro domani sarà migliore perché la nostra città è piena di persone “creative” pronte a fronteggiare la crisi e far emergere, come diceva Einstein, la voglia di superarla.
*Circolo Culturale HP