Le Storie Rriggitane nel salotto letterario di Antonio Calabrò

Le Storie Rriggitane nel salotto letterario di Antonio Calabrò

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di DANIELA MAZZEO

In un clima caldo e accogliente, ieri sera l’Associazione Incontriamoci Sempre ha ospitato Pasqualino Placanica autore del libro “Storie Riggitane”.

Il salotto letterario è stato condotto da Antonio Calabrò coadiuvato dalla dottoressa Letizia Cuzzola, con gli interventi di Saso Bellantone, direttore della casa editrice Disoblio, e dello scrittore e saggista Natale Zappalà.

 

La presentazione è iniziata con una originale interpretazione di uno dei brani più significativi del libro, letto dal Calabrò stesso nella parte del mafioso, proseguita da Saso Bellantone nella parte dello Stato, e terminato dall’autore stesso Placanica nella parte del cittadino.

Il pubblico ha ascoltato con attenzione, piacevolmente rapito dalla intensa interpretazione del brano recitata come una scena da teatro. Sono subito chiarite le tematiche affrontate nel libro, oggi come non mai attualissime: la ‘ndrangheta, lo Stato assente, i cittadini, i giovani, la bellezza di Reggio.

 

L’editore Saso Bellantone definisce Placanica un battagliero che attraverso i suoi racconti che delineano l’amara verità vuole spingere i lettori a riflettere. Si associa a questo pensiero Natale Zappalà che parla di questo libro con entusiasmo, come il risultato di quel modo di pensare dell’autore, critico e analitico e intrinseco di veri valori.

 

“Storie Riggitane” è un viaggio nella riflessione. L’autore raccoglie i brani in tre capitoli collegati tra di loro e intitolati uno come conseguenza dell’altro. Racconta di una Reggio che sta al buio ormai da troppo tempo e la descrive con l’occhio vigile di chi sta un attimo dietro il presente. Parla dei cittadini Reggini come coloro che spesso si dilettano a raccontare storie che diventano subito alla portata di tutti. Racconta di episodi malavitosi condannandoli senza attenuanti, e allo stesso modo condanna coloro che si atteggiano come tali (i “malati di ‘Ndrangheta). Allo stesso modo deplora lo Stato quando è assente oppure complice.

 

Conclude la raccolta dei suoi brani con una considerazione purtroppo negativa. Reggio è al buio, ha bisogno di essere accesa dalla cultura e dai fatti. E come in ogni incontro il gesto si concretizza: l’ autore accende la lanterna della cultura (un gesto ormai consueto delle presentazioni della Disoblio).

 

Pasqualino Placanica è un uomo di alti valori che ama trasmettere attraverso il dialogo. I giovani dice “hanno bisogno di buoni esempi”.La cultura e l’educazione sono la base del rinnovamento. E quando gli viene posta la domanda se i giovani debbano rimanere in Calabria la sua è una risposta affermativa.” Noi abbiamo una terra che è bellissima, il problema siamo noi”. Il suo è un costante riferimento a quei modelli educativi che i “grandi” devono rappresentare per i più “piccoli.” Proprio perché il futuro viene dopo il presente e il futuro sono i giovani. Dietro questo messaggio di speranza c’è però il presente di una Reggio che in questo momento è ferma e ha bisogno come un orologio di essere ricaricata. E quando sul finire Antonio Calabrò gli pone la domanda se la Calabria ha un futuro l’autore non esita nel rispondere che “il futuro sono i nostri figli”. L’incontro non poteva che chiudersi con un messaggio positivo e al contempo uno sguardo al futuro e alle nuove generazioni.

 

L’incontro è stato interrotto più volte dagli applausi scroscianti del salone pieno, a dimostrazione che anche in una piccola associazione come “Incontriamoci Sempre”, gestita in modo autonomo e senza fondi, si possa fare “cultura”, gestendo degli eventi che hanno il potere di nutrire l’anima e il desiderio di migliorare.

 

La formula innovativa creata da Calabrò ha il merito di coinvolgere, con l’utilizzo dei brani musicali di sottofondo, del dialogo, delle citazioni della Cuzzola, e di rendere leggeri anche i temi più scottanti e difficili della realtà.