ANIME NERE. Perché un seminario a Ingegneria con Bombino, Criaco, Russo, Varano Vitetta

ANIME NERE. Perché un seminario a Ingegneria con Bombino, Criaco, Russo, Varano Vitetta

anime nere      “Non c’è nave che possa come un libro …”.

Il titolo che avremmo dovuto dare all’incontro della settimana prossima, con Gioacchino Criaco, è questo verso di Emily Dickinson, suggeritomi durante un caffè.

Il libro è Anime Nere. Il romanzo pubblicato da Rubbettino nel 2008 è il testo su cui discutere, su cui confrontarsi. L’aula è quella universitaria, ma di Ingegneria, di ingegneria dei trasporti.

L’occasione è data dalla conclusione del corso, ed una delle esercitazioni è confrontarsi con un testo condiviso per indagare cosa può offrire un punto di vista esterno, cosa può essere fornito di incremento alle conoscenze tecniche. È la lunga discussione tra il romanzo ed il saggio.

In questo caso oltre al romanzo, che vive di vita propria, si incontra l’autore. Insieme all’autore partecipano alla riflessione protagonisti e conoscitori del mondo di “anime nere”, e di quanto sta attorno al suo polo di riferimento, da punti di vista differenti. Ne discutono con gli studenti e con l’autore: Aldo Varano, storica firma del giornalismo italiano, corrispondente di frontiera negli anni duri dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino docente universitario e Presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte, Antonino Vitetta docente universitario e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ingegneria dei Trasporti e della Logistica.

Il libro si presta ad una lettura differente, a partire da quella più nascosta, e nell’occasione più indagata: il mondo dei trasporti. Ne appare la lettura che compie l’autore in tanti contesti: il trasporto internazionale, via terra e via mare; quello nazionale passeggeri bus, treno ed auto, la 124 special-t; le lunghe percorrenze della penisola con gli autotreni; la congestione di Milano; la tranquillità dei paesi; i percorsi di accessibilità al parco con i fuoristrada, le marce più difficili e le traversate più segrete.

Poi le letture più diffuse, conosciute e approfondite dalla critica ufficiale: la trasformazione della ndrangheta; l’amicizia; la storia e la geografia locale con il loro assunto universale; le tradizioni; la cucina; le costruzioni rurali; i politici; le trasformazioni sociali. Poi tanto altro, in un “noir mozzafiato”, come la lingua utilizzata ed il rapporto con il grande romanzo delle Genti in Aspromonte.

Tra le suggestioni da cogliere nel libro quella sulla lettura: “ La madre di Luciano, preoccupata dall’apatia del figlio, e per separarlo dall’immanenza dei libri, a sua insaputa lo fece assumere”.

Si acquisisce conoscenza, la questione che rimane è sul rapporto tra pensiero divergente e convergente.

 

Il seminario si svolgerà il 14 aprile alle 15 presso il laboratorio trasporti d'ingegneria. Via Graziella Feudo di Vito