Raffa e Piromalli alla rassegna Calabria d'Autore

Raffa e Piromalli alla rassegna Calabria d'Autore

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di ANTONIO CALABRO'

Mimmo Raffa e Peppe Piromalli, ospiti della rassegna “Calabria d’Autore”, sono attori teatrali anche quando devono raccontare il teatro. E lo hanno fatto con la leggerezza dei fuoriclasse, incalzati dalle domande di Elvira Costarella e Daniela Mazzeo e dalla conduzione generale di stile radiofonico.

Attori “naturali”, per vocazione umoristi, per scelta teatranti, i due hanno tenuto banco per l’intera serata, con improvvisazioni, aneddoti, momenti anche esilaranti, spiegazioni di tecniche recitative. E soprattutto con la storia quarantennale del Cabaret “Blu Sky”, non solo polo culturale di Reggio, ma anche momento aggregativo formidabile, scuola di vita e d’amicizia, esperienza interiore e formativa.

Mimmo Raffa ha spiegato con chiarezza cosa sia il “Dialiano”, linguaggio usato praticamente in tutte le loro commedie. Si tratta di una ibridazione della lingua italiana con termini dialettali che diventa spesso occasione di comicità pura. Il dialetto “ammaestrato” con l’intento, sottinteso, di darsi un tono, è motivo di risate in quanto “avvertimento del contrario”; Pirandello è inoltre tirato in ballo nel sottolineare l’aspetto umoristico delle storie raccontate, che svelano vizi e debolezze della società calabrese ma in modo affettuoso e compassionevole, rivelando il grande legame con la Calabria che da sempre anima l’attività del Blu Sky.

Peppe Piromalli ha raccontato la nascita dei personaggi molto spesso ispirati a figure realmente esistenti, dalle quali vengono estrapolati gli aspetti più grotteschi e surreali. I suoi aneddoti hanno coinvolto il pubblico, facendo scivolare la serata in un buonumore generale, e il racconto del reggino distratto che preparava il caffè usando chicchi non macinati per poi disperarsi davanti alla mancata riuscita ha provocato raffiche di risate.

Entrambi si sono soffermati sulla “nascita” delle commedie, momento particolarmente interessante. Dalla scelta del copione all’integrazione dello stesso, dalla libertà d’improvvisazione ai tempi comici, alle migliaia di serate passando “provando” presso il teatro Loreto, che, ricordiamo, soffre come tutti i poli artistici della totale mancanza di appoggi e aiuti in virtù di leggi asfittiche, sciocche e controproducenti (la riflessione è mia, e la ribadisco: è mai possibile che nell’era dell’arte “assistita” tutto venga vincolato ad aspetti burocratici, previdenziali, economici ? Il paradosso che ne deriva rivela la pochezza del mondo contemporaneo).

Il racconto dei quarant’anni di attività del Blu Sky è proseguito supportato anche da brevi proiezioni di pezzi estratti dalle commedie. Commedie rappresentate spesso anche all’estero, in un tripudio di gioia dei calabresi che, è risaputo, sono presenti in ogni angolo del mondo. E Raffa ha ricordato di una volta ad Ottawa con migliaia di emigranti emozionati accalcati sotto il palco ad acclamare e gioire.

Il riassunto della serata di presentazione del Blu Sky si è alla fine tradotto in una parola sola, semplice, esplicativa, potente nella sua semplicità: gioia. Rappresentarsi sul palcoscenico con l’intento di trasmettere questa emozione, di far ridere e ridere, di donare agli altri momenti di piccole felicità, con tutto l’impegno e la passione possibili, è intento nobile, artistico, lodevole. Un’arte sublime, difficile, affatto semplice, che però a Raffa e Piromalli e tutti gli altri protagonisti del Blu Sky riesce semplice e naturale, come una vocazione. Proprio quello di cui questa Calabria, intristita e riarsa dal nulla, ha bisogno. Grazie.