
di MARIA FRANCO
Nel cortile, s’accumulano i noccioli di nespole.
La prima volta che li aveva notati, Nunzia s’era arrabbiata. E che caspita, non solo rubano in casa della gente, ma, almeno, se le portassero lontano: mangiarle proprio lì, che indelicatezza. Suo fratello l’aveva fatta ragionare: nessun ladro, solo uccelli che avevano beccato i frutti sulla pianta, fino a svuotarli al punto da far cadere a terra i noccioli.
Ora, lei guarda il nespolo e respira a pieni polmoni. Di frutti ne sono rimasti pochi, ma gli uccelli del cielo sono creature divine: hanno diritto, anche loro, al nutrimento. Raccoglierà quello che rimane, spellerà i frutti piano, li assaporerà con calma, sarà grata di poterli assaggiare ancora un’altra volta.
Com’è possibile, si chiede, che, volendo dar loro un destino triste, Verga abbia fatto abitare ai Malavoglia la casa del nespolo?
Tra le piante che rallegrano il cuore, il nespolo ha, tra le belle foglie, tanti sorrisi di sole. Carichi di storie e nuovi. Quasi verginali promesse d'amore.
Ecco, finalmente, è davvero primavera.