
di ANTONIO CALABRO'
Con l’editore Franco Arcidiaco ospite sul palco si è chiusa la rassegna “Calabria d’Autore”, che ha avuto protagonisti numerosi esponenti della cultura calabrese, intervistati con una formula ibridata da musica e citazioni letterarie e cinematografiche.
Padrona di casa è stata la brillante Stefania Zuccalà, che dopo aver introdotto il direttore di “Città del Sole – casa editrice con più di 800 titoli nel carnet – leggendo un significativo brano di Marquez, lo ha intervistato consentendogli di raccontare la sua storia; ed è una storia che profuma di carta stampata fin dall’infanzia, e che trova una naturale realizzazione nell’impresa editoriale.
Perché, come spiega Arcidiaco, proporre cultura in una terra martoriata, è impresa che richiede grande pazienza e tanta volontà. Oscillando tra il sano pessimismo della ragione e il cauto ottimismo di chi comunque da decenni lotta in prima fila per un miglioramento, l’editore ha narrato storie calabresi paradossali ( lo stand calabrese del salone del Libro di Torino invaso da prodotti gastronomici), spiegato i meccanismi dell’editoria giornalistica locale, sciorinato aneddoti per rendere note le difficoltà del settore.
Arcidiaco ha svelato che il libro al quale è rimasto più affezionato è “Cinque Anarchici del Sud”, di Fabio Cuzzola ( precedente ospite della rassegna), ed ha manifestato il suo continuo intento di operare in modo sinergico con tutte le realtà culturali della nostra terra : ne è prova l’ultima collaborazione con un altro editore prestigioso, Laruffa, per mandare in stampa il catalogo dell’iniziativa recente sui Bronzi di Riace; una volontà che dovrebbe trovare sponde attente, unite nel nome delle crescita intellettuale di questa regione.
La serata, al solito intervallata da brani musicali scelti dallo stesso protagonista, con citazioni di film e di libri a lui graditi, è stata seguita da un pubblico attento che ha occupato tutti i posti a sedere del piccolo spazio dell’Associazione Culturale “Incontriamoci Sempre”, il cui presidente Giuseppe Strati ha il merito di aver creduto nel potere della divulgazione, e di aver concesso piena fiducia agli organizzatori.
Con Arcidiaco si chiude questa rassegna, che forse sarà riproposta in futuro, ma che ha comunque tracciato una strada e fornito un metodo. In qualità di ideatore e organizzatore, voglio ringraziare tutti i soggetti che hanno contribuito al successo: in primis il giornale on-line Zoom-Sud, che ha ospitato settimanalmente il resoconto delle serate.
Ringrazio Marco Mauro, collaboratore essenziale a cui si deve l’impostazione delle scalette musicali e tutto il lavoro grafico, e Marco Strati, che si è occupato del mixer . Ringrazio Letizia Cuzzola, protagonista di gran parte degli eventi, e poi Daniela Mazzeo, Elvira Costarella, Francesca Rappoccio e Stefania Zuccalà, che si sono succedute sul palco in modo brillante.
Voglio però ringraziare pubblicamente gli ospiti, tutti di grande impatto, che hanno fornito uno spaccato chiaro di ciò che è la Calabria, fuori dalle frasi fatte e dagli schemi consueti: una terra densa di spiriti liberi e creativi, di pensatori, di artisti e di innamorati consapevoli.
Elenco i nomi di tutti quelli che hanno calcato il palco: Gioacchino Criaco, Biagio Accardi, Katia Colica, Peppe Baldessarro, Fabio Cuzzola, Daniele Castrizio, Mimmo Gangemi, Aldo Varano, Saso Bellantone, Domenico Canale, Fabrizio Canale, Alfredo Pedullà, Giada Diano, Margherita Catanzariti, Ivan Arillotta, Pasqualino Placanica, Natale Zappalà, Luca Scorziello, Pino Rotta, Mimmo Raffa, Peppe Piromalli, Giulia Polito, Luca Assumma, Stefano Perri, Franco Arcidiaco.
Uno schieramento di alto livello, che ci ha onorato, reso migliori, e ha contribuito al nostro amore per questa terra.
Dedico la rassegna ad Agostino Cotrupi, che non ha perso neanche una puntata, e che incarna l’autentica anima del calabrese alla ricerca di nuovi orizzonti.