14 Artisti celebrano il Ritorno dei Bronzi

14 Artisti celebrano il Ritorno dei Bronzi

marcello sèstito

di VALENTINA RAFFA

Fino al prossimo 30 luglio, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, sarà possibile ammirare la mostra “I Bronzi di Riace, Nostos, il ritorno”. Dopo il lungo restauro e il loro ritorno presso il rinnovato Museo, si è pensato di rendere omaggio ai due guerrieri chiedendo a 14 tra artisti, architetti e designer noti nel panorama internazionale, di dare una personale interpretazione delle sculture, in base alle loro aspirazioni o tendenze culturali.

Ecco che nascono così 14 tele che diventeranno patrimonio della soprintendenza calabrese e del Museo e, a chiusura della mostra, andranno in giro per il mondo, approdando fino in Cina e a Milano all’interno dell’Expo 2015.

A presentare la mostra la soprintendente del Museo, Simonetta Bonomi che ha posto l’accento sull’importanza del «connubio tra l'arte contemporanea e la statuaria antica». Il direttore del Mibact, Francesco Prosperetti ha parlato di un ritorno al mito dei Bronzi, affermando come «il nuovo Museo Archeologico, vuole interpretare un ruolo nuovo nella città e per la città non limitandosi alla mera esposizione delle opere d’arte, ma vuole far rivivere l’archeologia nel presente attualizzando l’antico».

Ad intervenire anche Maurizio Paoletti docente di Archeologia dell’Unical che ha ricordato ai presenti la storia dei Bronzi, il loro ritrovamento sulla spiaggia di Riace, riscontrando come quando vennero trovate fosse presente una grande folla, la stessa folla presente all’inaugurazione della mostra. Le 14 opere sono state raccolte in un catalogo coedizione di Città del Sole edizioni e Laruffa editore con l’azienda grafica di Domenico Surace, Creative Artwork 3.0. Franco Arcidiaco ha voluto sottolineare come «questa unione tra le due case editrici, vuole dimostrare che non solo si può fare sana imprenditoria in una regione come la nostra, ma soprattutto si può rispondere alla crisi facendo squadra».

Dello stesso avviso Roberto Laruffa, che ha spiegato anche l’importanza della presenza dei Bronzi nella nostra città che tutti vorrebbero invece altrove, per questo motivo è necessario «continuare a valorizzarli, investire sui Bronzi, questa mostra è un modo per metterli ancora di più in risalto in tutto il mondo, anche perché gli artisti scelti sono di fama internazionale».

A concludere gli interventi il professore Marcello Séstito, ideatore e curatore della mostra, che ha presentato i 14 artisti: Bruno Barla fa dialogare, come un ideale ponte, i due bronzi che rappresentano uno il continente europeo e l’altro il continente americano; Andrea Branzi li immagina come ideale sostituzione delle Torri Gemelle; Giuliana Cunéaz li reinterpreta con sistemi computerizzati; Riccardo Dalisi li propone come immagini apotropaiche; Marco Dezzi Bardeschi li raffigura come archeologi evocando le atmosfere di De Chirico; Josè Ignacio González li immagina come nuovi bagnanti; e poi ancora Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Franco Purini, Denis Santachiara che fa parlare la tela; Marcello Séstito li immagina contadini con tanto di attrezzi; in Nik Spatari troviamo il richiamo alla cultura mesopotamica; Liu Tiefei immagina il primo bronzo della Cina che dialoga con i bronzi di Riace, infine Wang Jianzhong li immerge nel giallo della Cina che invade la scena.

Una mostra che unisce il sapore dell’antico e del moderno, perché l’arte del presente è collegata all’arte del passato; le tele sono esposte nel cortile interno del Museo, sui davanzali delle finestre vi sono reperti archeologici antichi, statue, una scelta non fatta a caso: rappresentano gli “spettatori silenti” dell’arte moderna, in una sorta di abbraccio tra passato e presente.

Nella foto, un'immagine dal libro "I Bronzi di Riace", a cura di Marcello Sèstito, Città del Sole