Tre giorni in meno di carcere per un libro letto

Tre giorni in meno di carcere per un libro letto

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La Giunta regionale della Calabria ha approvato oggi una proposta di legge (che dovrà passare attraverso il consiglio regionale) al Parlamento che riguarda i detenuti condannati ad una pena detentiva superiore a sei mesi e che potrebbero avere tre giorni di sconto pena, se leggeranno un libro.

La proposta richiama quanto realizzato in Brasile nel 2012 e che Repubblica commentò così:«Il più struggente e anche il più istruttivo elogio del libro arriva dalle carceri brasiliane. È un elogio che ci riguarda: perfeziona l'equivalenza universale tra i libri e la libertà. Perché tra i dannati di laggiù si è appena accesa la luce di “una alternativa alla pena” che i legislatori brasiliani hanno intitolato alla “redenzione dei reclusi”. È un esperimento varato in quattro carceri, grazie a una legge appena approvata. Dice che ogni detenuto potrà leggere un libro al mese - di letteratura, filosofia o scienza - farne una relazione scritta “con proprietà di linguaggio e accuratezza, dimostrando di averne compreso il valore e il senso” e ottenere in cambio “quattro giorni di sconto pena”. Non più di un libro al mese, per ora. Dodici libri all'anno, l'equivalente di 48 giorni di libertà in più». Una proposta caldeggiata dalla presidente del Brasile, Dilma Rousseff, che il carcere (e la tortura) l’ha direttamente conosciuto ai tempi dei generali.

Concludeva l’articolo citato: «… non c’è storia di carcere, dai taccuini di Casanova, alla rabbia di Ed Bunker, passando per la visionarietà di Manuel Puig, dove non si intraveda lo spiraglio di una pagina scritta che fa correre un po’ d'aria interrompendo l'apnea della detenzione. Tutti i libri del mondo – e anche uno solo – sono un riscatto dalla punizione. O almeno un suo incantesimo. Basta ascoltare, nelle biblioteche allestite dentro le carceri italiane - 153 su 206 istituti di pena - quel silenzio speciale che si respira nelle ore di lettura. Quando persino le vite accatastate dei 68 mila detenuti diventa un rumore di fondo sopportabile. La “redenzione attraverso la lettura” avviene già. Sarebbe una straordinaria novità - come in Brasile - se anche da noi esistesse per legge quel piccolo convertitore che calcola i libri in libertà sonante, al cambio attuale della vita.»

 

Nella foto, il ministro della Giustizia, Orlando che, con Marco Ferrari, Francesco Piccolo, Romana Petri, Marino Sinibaldi, ha presentato oggi la settimana della letteratura in carcere: dal 12 al 17 maggio 60 scrittori incontreranno i detenuti e dialogheranno sul valore della lettura.