RECENSIONE: Una vita Bizzarra di Elisabetta Villaggio

RECENSIONE: Una vita Bizzarra di Elisabetta Villaggio

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di ANTONIO CALABRO' -

Il romanzo di Elisabetta Villaggio “Una Vita Bizzarra” è un viaggio nel tempo, effettuato con l’aiuto degli utilissimi stratagemmi delle citazioni culturali , ma è anche un viaggio nell’interiorità, compiuto questo attraverso l’utilizzo di una narrazione semplice ma completa.

La trama, quasi avvolgente nella sua ricerca del particolare e in grado di rendere con sfumature talvolta anche ad effetto le emozioni contingenti dei personaggi, sempre tracciati con schizzi veloci ma bastanti, si svolge nel contesto culturalmente ribollente degli anni ’70 e ’80.

Il punto di vista della protagonista è utile alla comprensione dell’epocale cambiamento allora in atto; un cambiamento nel quale la generazione raccontata proprio in questo libro ha rappresentato l’agnello sacrificale, macellata da politica estrema e smarrimento dei sensi, e infine svanita con la grande delusione della restaurazione culturale, e del mondo nuovo scaturito da quegli anni di cambiamento.

La vicenda personale di Rosa, la protagonista, con la quale il lettore “lega” subito, superata la fase del racconto epocale e della sua presenza attiva nel mondo (il gruppo femminista, la politica in piazza, gli scontri, l’uso di droghe e il viaggio come metodo di ricerca, oltre che di piacere), diventa un percorso di affetti, dolori, gioie e delusioni, che alla fine la condurranno a chiudere il cerchio lanciando un messaggio di speranza e di gradevole ottimismo.

Il libro è scorrevole come un rettilineo in discesa. Si legge d’un fiato, ma in questo respiro ti catapulta sia tra gli eventi che tra le emozioni. I personaggi, anche quelli secondari, prendono forma e voce; ma, soprattutto nella prima parte, sono le citazioni a colorare la storia creando uno sfondo che è quello percepito da chi allora era presente; e questo sfondo è formato da canzoni, cinema, moda, televisione, libri, e tutte le sollecitazioni culturali possibili. Così basta citare il tramonto con i Pink Floyd o l’alba con i Velvet Underground per rivivere pienamente la scena; o un festival del cinema per riandare alle feroci polemiche su “Ultimo Tango”, ma soprattutto per rievocare a quella Italia, a quella società, a quel contesto, e comprendere quanto e come sia tutto cambiato.

Per questo, anche se il libro lacrima sangue in certi passaggi, anche se il rimpianto prevale per un lungo tratto, alla fine se ne comprende l’intento assolutorio verso dei giovani colpevoli di avere sognato troppo, e che hanno perso la loro innocenza proprio nel loro intento di rendere più innocente il mondo.

“Una Vita Bizzarra” di Elisabetta Villaggio è un libro edito da Città del Sole Edizioni.