Peppe Voltarelli ha aperto la rassegna del Globo Teatro

Peppe Voltarelli ha aperto la rassegna del Globo Teatro

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di ANTONIO CALABRO'

L’ artista calabrese Peppe Voltarelli ha inaugurato il palco del “Globo Teatro Festival”, una rassegna culturale internazionale presso il suggestivo Parco di Ecolandia, ad Arghillà.

Asciutto e schietto, usando come un fioretto l’ironia, velata da un disappunto però sempre sorridente, a tratti intimista a volte anche umorista, Voltarelli si esibito in uno spettacolo convincente, saturo d’ispirazione, e riecheggiante la sua poliedricità e le sue numerose esperienze artistiche.

Il suo è un racconto che si svolge sia attraverso la musica, chitarra e fisarmonica sono sue compagne naturali, che la narrazione teatrale, il tutto con uno stile diviso tra Gaber e gli Skiantos, tra Stefano Rosso e i Damned. Salta con noncuranza dalle note di una tarantella a quelle di una ballata Dylaniana, scherza e gioca e poi commuove: “l’amore eterna paralisi e salto nel disordine”, diverte e coinvolge e poi spiazza. Sa essere feroce, ma con la leggerezza del bambino che scopre il difetto e non maschera la verità.

Come un burlone, prende i nostri difetti di calabresi e li lancia nell’immaginario, rendendoli quasi soavi nel loro candore rassegnato: e così l’indolenza diventa virtù, di fronte al mondo dell’efficienza a tutti i costi e della programmazione; e quel tipico bisogno di riconoscersi (l’aneddoto del calabrese che urlava “U Lupu !” è irresistibile) si trasforma in un semplice moto affettuoso; e il vizio (o l’abitudine) di lagnarsi viene descritto con una levità e una grazia che fanno addirittura dimenticare la scemenza del fatto, conducendo il pubblico a cantare in coro “Il lamento è un godimento”, un titolo degno della migliore scuola demenziale.

In realtà lui è spietato; non risparmia, non fa sconti e non concede alibi. La sua critica alla società calabrese, mossa da un amore indiscutibile, è talmente intelligente da apparire graziosa, ma non per questo meno incisiva. Voltarelli azzanna la Calabria alle caviglie, ma non per farla cadere, bensì per indicare un errore di percorso, una deviazione innaturale, un abbandono alla bugia.

Osserva e riporta caratteri calabresi senza stereotipi, tutti figli della follia e dello stesso sole. Sberleffa e filosofeggia come dal barbiere, ma scava fossati e s’insidia sotto il muraglione delle certezze aprendo varchi e ponendo quesiti che lascia irrisolti. Li lascia alla nostra “benevolenza”, che è anche la sua.

Da retta all’istinto del fanciullo, che ti suggerisce verità logico-matematiche: se un conduttore televisivo calabrese parla con accento friulano, sicuramente tutto sarà falso in lui. Dal posto che occupa ai suoi titoli di studio. Ed anche alle notizie che propone. Uno stratagemma artistico, ma corrispondente. Un sillogismo infantile, ma veritiero. Voltarelli non giudica apertamente: ma apertamente ride. E fa ridere il pubblico.

Lo spettacolo, durato poco più di un’ora, è stato un concentrato di riflessioni acute, di poesia e di satira; la musica ha fatto il resto, e gli applausi si sono ripetuti più volte. Una ottima prova d’autore, da parte di un artista che sicuramente costituisce un’avanguardia intellettuale per la nostra terra.

In un paese anglosassone, si parlerebbe di artista “multi task”. Il suo ultimo libro “Il caciocavallo di Bronzo- romanzo cantato e suonato”, è una straripante epopea di tarantella-punk: molto divertente, davvero godibile.

La rassegna Globo Festival continuerà stasera 30 e domani 31 Agosto, e riprenderà poi nei giorni 5,6,7 Settembre, sempre nella bellissima cornice del Parco di Ecolandia.