“Pride & Prejudice: l’arte nella lotta al pregiudizio”.

“Pride & Prejudice: l’arte nella lotta al pregiudizio”.

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di FRANCESCA RAPPOCCIO -

Fino al 12 Settembre presso il palazzo della Provincia di Reggio Calabria, si terrà l’esposizione della mostra fotografica di Cosimo Alfarano, artista calabrese, dal titolo “Pride & Prejudice”.

Nonostante la giovane età, 31 anni, Alfarano ha già alle spalle tante esperienze a Milano, dove si è approcciato alle espressioni artistiche più vivaci culturalmente come i centri sociali, realizzando reportage fotografici, video e partecipando alle prime mostre.

Il mondo che ama raccontare è quello della Street Art. Uno dei modelli di riferimento, infatti, è la fotografa americana Martha Cooper che negli anni ‘70 documentava le attività artistiche che si svolgevano in strada e ovunque fosse nel mondo.

Ma non si tratta della sua prima personale in Calabria. Già quattro anni fa, Alfarano ha esposto a Catanzaro, come atto d’amore e di gratitudine alla sua città di origine.

Dopo la grande esperienza e la numerosa partecipazione al Calabria Pride dello scorso Luglio, tenutosi per la prima volta nella città dello Stretto, la mostra “Pride & Prejudice” è un modo per riflettere sul significato degli “altri” e su come sia percepito il “diverso”.

L’esposizione è volutamente molto minimal.

Una sequenza di nove fotografie dalla varietà cromatica ma con il medesimo soggetto: un occhio che scruta, non indagatore, ma volto al dialogo e al confronto.

È lo stesso Alfarano che ci spiega il significato delle immagini.

“Ho scelto di mettere in primo piano gli occhi perché sono il mezzo tramite cui si viene visti. L’essere osservati produce un’idea e, a volte, una morale da cui poi scaturisce il (pre)giudizio.

Le foto sono state collocate nel perimetro della sala perché allo spettatore si deve fornire la sensazione di trovarsi al centro dell’attenzione, per capire cosa si prova ad avere gli occhi addosso, analizzato e giudicato.”

A corollario della mostra una maglietta dipinta da piccoli dai 3 ai 9 anni di Rosarno.

La scelta geografica non è rilevante, ci spiega il fotografo. L’intento è vedere con la semplicità dei loro occhi, da cui dovremmo imparare per evitare tanti scontri ideologici.

Sottolinea Alfarano: “I diritti e la lotta ai pregiudizi sono tematiche strumentalizzate, politicizzate, ma l’occhio “leggero” e innocente dei bambini fornisce la verità”.