Le elezioni e le galline che si credono aquile

Le elezioni e le galline che si credono aquile

pollo

di ANTONIO CALABRO'

L’elettore medio reggino possiede un denominatore comune: i politici sono tutti furbastri e ingannatori, non lavoreranno mai per il bene comune, ma solo per i loro sporchi interessi. Perché gli interessi dei politici sono sporchi, mentre quelli degli elettori sono puliti e candidi.

L’elettore reggino non vota per pratica civile e senso del dovere: dall’alto delle sue conoscenze filosofiche e politiche, lui sceglie in base ai rapporti sentimentali. Alla sua profonda capacità di amare e di odiare. Al suo naturale ed autentico essere “ultrà”. Trombette, sciarpe, bandiere e striscioni multicolori, manifesti con i volti degli idoli, e cori da stadio.

La passione politica infervora menti e cuori. C’è chi ti leva il saluto, chi ti espelle dalle amicizie di Facebook, chi improvvisamente si riscopre paladino dei diritti, chi ha letto l’opera omnia di Marx e chi proclama la necessità della new-economy. Secoli di studi esplodono durante le campagne elettorali: i poeti poetano, gli accademici si schierano, le sentinelle della moralità sorvegliano, i sognatori rivendicano il diritto al sogno, gli amici degli amici si battono come furie.

Ed hanno tutti ragione: questa passione disinteressata, queste stampelle lanciate oltre l’ostacolo, questo sommo interesse per la città, sono i segnali della maturazione sociale. Una maturazione che ha raggiunto e superato il livello dell’italiano medio. Reggio è all’avanguardia, come al solito. Più che matura.

La schiera di candidati merita tanto amore e trasporto ? Ma certo ! Dove li trovate voi i cugini di quarto grado che improvvisamente provano un caldo desiderio di vedervi e offrirvi una pizza dopo trent’anni ? Dove avete la possibilità di ritrovare compagni scuola con cui vi detestavate e che adesso improvvisamente vi colmano di miele e dolcezze ?

Le elezioni convogliano sentimenti. Tenerezze altrimenti sconosciute, gentilezze da cavalieri antichi, giuramenti sacri e attenzioni per ogni tipo di problema. Non hai l’acqua ? Ti darò l’acqua. Non hai la casa ? Ti darò la casa. Non hai il lavoro ? Lavorerai presto tu, tua moglie, i tuoi figli e persino tuo zio pensionato.

Così l’amore scaturisce spontaneo. Insieme alla sua faccia oscura, naturalmente.

Fioccano i profeti. Abbondano i caritatevoli. Gli insultatori di professione non hanno un minuto libero. Il nulla con il niente attorno trova una sua ragione di esistere. Il palcoscenico è illimitato. Tutti attori, tutti registi, tutti produttori. E guai a fare la comparsa ! Si manca d’impegno, a fare la comparsa.

La ribalta dell’impegno. Non si può fare a meno d’impegnarsi politicamente. Una questione etica. Cosa è l’etica ? Lassa futtiri. L’importante è che “saliamo”. Salire, il verbo a denominazione d’origine controllata. Quello “sale”, quello no. E gli altri che fanno ? Scendono ? Il popolo, urla qualcuno ,il popolo !

E cosa è il popolo ? Quello del saluto al duce o al re? Quello di Barabba? Quello della colonna infame?

La storia insegna che stati, nazioni e città sono stati spesso guidati da dittatori, pazzi, farabutti e idioti. Ma mentre la lista di questi potrebbe essere compilata, quella dei loro sostenitori è senza fine.

Ribaltando il titolo di un libro fortunato, molti pensano di essere aquile, ma non sono altro che galline. Pronte a fare Coccodè, non appena il gallo fa Chicchirichì.

E adesso, al voto.