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CALABRIA. Ampliato a tutta la regione il premio don Italo Calabrò

CALABRIA. Ampliato a tutta la regione il premio don Italo Calabrò
calabrò Al via la terza edizione del premio intitolato a Don Italo Calabrò, sacerdote che ha operato a Reggio Calabria impegnandosi nella lotta contro la criminalita' e il disagio sociale e nell'educazione dei giovani. Il concorso, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Calabria, é promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale calabrese in collaborazione con la Conferenza Episcopale Calabra, l'Associazione Piccola Opera Papa Giovanni Onlus e con il patrocinio dell'Ufficio Scolastico regionale per la Calabria. A presentare il premio in conferenza stampa sono stati il presidente
del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, il presidente della Conferenza episcopale calabra, monsignor Vincenzo Bertolone, il presidente del Centro Comunitario Agape, Mario Nasone, la responsabile regionale delle consulte provinciali studentesche, Franca Falduto, presente anche in rappresentanza dell'Ufficio scolastico regionale, e Mimmo Nasone, referente di Libera.

"E' importante ricordare don Italo Calabrò - ha detto il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto - in quanto figura straordinaria ed esempio importante per i giovani calabresi. Don Italo - ha continuato Irto - era un parroco poliedrico che ha fatto della lotta alla criminalità organizzata la sua missione e che ha lavorato come pastore e come educatore. Un personaggio straordinario il cui esempio é utile al riscatto e al cambiamento della nostra regione". Il presidente dell'Assemblea calabrese ha poi ricordato il percorso che ha portato alla terza edizione del concorso: "Il premio era nato tre anni fa con l'idea di limitarlo alla citta' di Reggio ma, dal momento che le prime due edizioni sono andate molto bene, quest'anno é stato ampliato a tutta la regione, coinvolgendo la Conferenza Episcopale e investendo risorse in piu'. L'intento - ha spiegato Irto - é istituzionalizzarlo per far conoscere a tutti gli studenti calabresi l'opera di don Italo. Se parliamo di legalita' e di una regione migliore - ha aggiunto - dobbiamo investire nella cultura e nelle scuole. Per creare una classe dirigente in grado di risollevare le sorti del mezzogiorno, dobbiamo investire nella scuola. "In Calabria - ha infine aggiunto Nicola Irto - la Chiesa si sta rimboccando le maniche, aiutando il processo di riscatto. Anche grazie ad una Chiesa forte e alle forze sane in generale lo sviluppo della Calabria é possibile. Per questo - ha annunciato - metteremo in campo altre collaborazioni con la Conferenza episcopale: la sinergia aiuta lo sviluppo della nostra regione".

Per monsignor Vincenzo Bertolone, "portare avanti questo concorso significa perseguire insieme il bene comune che é un bene universale la cui fonte é la dignita' della persona. Don Italo era un uomo poliedrico. Oggi diviene testimone coerente, autorevole e umile allo stesso tempo. Come da suo insegnamento, i giovani devono essere l'oggetto della nostra cura. Per questo oltre a parlare di legalita' - ha proseguito Bertolone - dobbiamo parlare anche di etica e Vangelo, correlando questi tre valori".

Franca Falduto, in rappresentanza dell'Ufficio scolastico regionale, ha dichiarato: "L'impegno verso gli studenti avrà maggiore efficacia se noi stessi ci sentiamo sollecitati dal messaggio di straordinario amore di don Italo Calabrò. Eventi come il concorso - ha aggiunto - sono determinanti per il percorso di vita degli studenti e ancora di piu' lo é l'esempio quotidiano. Ognuno di noi deve sentirsi responsabile di rappresentare un modello nella vita di ogni giorno. I ragazzi non hanno bisogno di eroi - ha sottolineato Falduto - ma esempi di virtu' e coerenza quotidiana".

Mario Nasone di Agape, da parte sua, ha ricordato gli insegnamenti di don Italo: "I giovani - ha detto - vanno ascoltati, amati e valorizzati. Bisogna portare avanti i principi trasmessi da don Italo che credeva nei giovani e nella nostra terra". Mimmo Nasone ha poi ricordato la sua esperienza con il parroco, quando era uno studente reggino. "Don Italo - ha detto - ci ha insegnato a difendere i diritti dei piu' deboli e a vivere una scuola aperta e
capace di educare".

La terza edizione del premio é già partita. Gli studenti possono partecipare al concorso singolarmente o in gruppo, preparando un elaborato, una poesia o un video che faccia riferimento alla vita del sacerdote e ai valori da lui trasmessi. I cinque vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia che si svolgera' nella sede del Consiglio regionale. (fonte Italpress)