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POLLINO. La strage del Raganello: saliti a 10 i morti, e 5 dispersi

POLLINO. La strage del Raganello: saliti a 10 i morti, e 5 dispersi
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Una gita tra le suggestive gole del Raganello, tra canyon e natura incontaminata. Una giornata incantevole sul Pollino, zona montana in provincia di Cosenza, al confine con la Basilicata, trasformata però in tragedia.

In pochi istanti decine di persone, il numero è ancora incerto, sono state travolte dalla piena del torrente mentre si trovavano proprio tra le gole, non lontano dal centro abitato di Civita, nei pressi del "ponte del Diavolo". Otto i cadaveri recuperati dopo le prime ore di ricerche, ventitré' le persone tratte in salvo, tra cui anche due bambini. Ma col passare delle ore e la continuazione delle ricerche (non interrotte per tutta la notte) le vittime sono salite a undici. Secondo la prefettura la Prefettura di Cosenza, però, mancherebbero all'appello almeno cinque persone, componenti dei due gruppi organizzati e non che avevano intrapreso il percorso, per un totale, probabile, di 36 persone. Cifre purtroppo non definitive perché nessuno sa se oltre ai gruppi individuati c'erano altre persone.

Una tragedia dai contorni ancora tutti da chiarire. L'ingresso al Raganello è libero, con diversi accessi e guide pronte ad accompagnare i turisti che, in alcuni casi, seguono il torrente anche in autonomia. Da qui il carattere non definitivo del bilancio. "Un azzardo", come ha sottolineato anche il responsabile della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi. Infatti in Calabria erano stati diffusi bollettini di allerta meteo per il rischio di piogge abbondanti. Un avvertimento che non ha bloccato l'ingresso.

Nel primo pomeriggio di lunedì, l'ondata di acqua e fango ha travolto i vacanzieri. Due gruppi organizzati, secondo le indiscrezioni, ma forse non solo quelli. Il bilancio si aggrava di minuto in minuto. Il primo corpo recuperato è quello di una ragazza. Poi ancora corpi, trascinati per centinaia di metri, anche chilometri, dalla violenza dell'acqua. Sul posto il lavoro difficilissimo di vigili del fuoco, Soccorso alpino, carabinieri e Protezione civile regionale, ma nessuno si sbilancia sul numero degli eventuali dispersi. I soccorritori si calano con le corde, provano ad avvicinarsi con mezzi fuoristrada, quindi con lunghi percorsi a piedi.

La piazza di Civita diventa presto la centrale di coordinamento dei soccorsi, mentre in una palestra è stato allestito un primo punto di soccorso e di sostegno per i feriti e per i congiunti di persone coinvolte. La testimonianza di un turista olandese è drammatica: "E' arrivata una valanga d'acqua all'improvviso. Non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Sono stato davvero fortunato. Una cosa incredibile, l'inferno - ha aggiunto in un buon italiano -. Sono davvero senza parole e piango le persone che non sono riuscite a salvarsi". Il dramma e la paura sono scolpiti negli occhi delle persone salvate. Due bambini vengono trasportati in ospedale, così come una donna in crisi respiratoria.

Anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, segue l'evolversi dei soccorsi, mentre il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è rientrato da un breve periodo di ferie: "Non ci sono parole. E' una sciagura immane - ha detto il governatore - che lascia sconvolti. Un'occasione per trascorrere in compagnia una giornata lieta che si è trasformata in una così grave tragedia, lascia ancor di più attoniti".

Nell'area della tragedia è arrivato anche il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla: "Quello che è accaduto è terribile". L'impressione è che non siano state adottate tutte le misure di prevenzione e sicurezza, considerata anche l'allerta meteo, ma questo sarà approfondito in un secondo momento. Nella notte, con le luci delle torri faro, le ricerche continueranno, nella consapevolezza che il bilancio dei morti potrebbe drammaticamente salire, coinvolgendo anche persone molto giovani d’età. (fonte agi)