IL SOGNO. Reggio, l’attentato di via Giudecca e la rivolta della città

IL SOGNO. Reggio, l’attentato di via Giudecca e la rivolta della città

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Questa volta è costata la vita a due giovani di Reggio che si trovavano a passare per caso in via Giudecca l’attentato che ha distrutto l’esercizio commerciale “Zero Glutine” La cittadinanza tutta scossa da questa notizia si è riversata in massa in piazza Italia per esprimere il suo sdegno e la ferma condanna verso i clan della ndrangheta che avevano programmato ed eseguito questo atto criminale.

I commercianti e le imprese, accompagnati dai presidenti di Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Camera di commercio, si sono recati in massa nell’ufficio del Questore Raffaele Grassi che non credeva ai suoi occhi, visto che per anni si era lamentato che nonostante la porta del suo ufficio fosse sempre aperta raramente veniva varcata da imprenditori che avevano deciso di denunciare.

Molte imprese decisero di aderire in blocco alla rete anti racket Reggio-Libera-Reggio, altri scelsero di creare altri comitati, tutti decisi a reagire ed a unire le loro forze.

I cittadini di Reggio, presa coscienza che la ndrangheta li poteva anche colpire nei loro affetti più cari, iniziarono a boicottare i negozi gestiti dai clan o dai loro prestanome, scegliendo di acquistare nelle aziende che avevano denunciato o che avevano dichiarato pubblicamente che non avrebbero pagato il pizzo. Tiberio Bentivoglio esaurì in poco tempo tutta la sua mercanzia, lo stesso avvenne per tutti gli altri esercizi commerciali letteralmente presi d’assalto dai cittadini.

La Prefettura per rispondere celermente alle richieste di risarcimento distaccò nuovo personale che in tempi celeri riuscirono ad evadere tutte le pratiche.  Il neo Presidente della Commissione anti mafia Nicola Morra si attivò, assieme al Ministro degli Interni Matteo Salvini, per sbloccare i fondi previsti dalla legge per gli imprenditori che avevano denunciato ed in più si fece promotore di una modifica della legge per l’assegnazione dei beni confiscati agli imprenditori che avevano denunciato il racket e che avevano visto distrutta o danneggiata gravemente la propria azienda.  

Anche il Consiglio Comunale di Reggio Calabria, convocato con urgenza, approvò una delibera che annullava tutti i tributi dovuti al Comune dagli imprenditori anti racket e dava punteggi aggiuntivi nei bandi di gara alle imprese partecipanti  che aveva denunciato il racket.

Zero Glutine dopo poche mesi, grazie ai risarcimenti ricevuti ed alla raccolta fondi fatta spontaneamente da cittadini ed associazioni di tutta Italia riaprì il locale e si fece una grande festa collettiva della ripartenza.

I clan della città si riunirono preoccupati per la perdita di consensi e di controllo del territorio facendo passare la voce che tanto le cose sarebbero presto ritornate come prima e che solo loro potevano garantire sicurezza e tranquillità ai commercianti, non certo lo Stato che era affidabile.

Ho fatto questo sogno. Poi mi sono svegliato ed ho pensato: anche Martin Luther King aveva sognato una grande rivoluzione che poi si è avverata, perché il sogno di tanti non può diventare realtà?