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MUSEI. Per Reggio “un taglio nei trasferimenti statali”

MUSEI. Per Reggio “un taglio nei trasferimenti statali”

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Ci sarebbe un taglio nei trasferimenti statali per i musei autonomi. E quindi meno fondi anche per l’archeologico di Reggio Calabria. E’ quanto sostenuto in un articolo di A&F, l'inserto economico di Repubblica, che ha elaborato i dati del rapporto 2018 di Federculture. I tagli rientrano nella manovra di bilancio del nuovo governo. “Non dovrebbe scandalizzare”, scrive Paola Pilati di Repubblica, “l’autonomia consiste infatti nel poter tenere in cassa i proventi delle attività. Il problema è che in molti casi non bastano”. E aggiunge: “la sforbiciata può diventare un cappio al collo per le Gallerie dell’Umbria o il Museo di Reggio Calabria” dove il contributo pubblico supera il 50% delle entrate annuali.

Nell'elaborazione, basata sulle cifre di 8 fondazioni e 7 musei autonomi tra quelli promossi da Franceschini, si sostiene che le Gallerie umbre, in esattezza, dipendono al 92% dal contributo pubblico. Il museo di Reggio Calabria, che gode di un maggiore “indice di autonomia”, per coprire le spese ottiene il 59% di fondi statali e restano in riva allo Stretto “721mila euro di ricavi da vendite, prestazioni e altro”. Meglio va il Mann di Napoli, autonomo all’81%. In testa alla classifica, in termini di autonomia finanziaria, la fondazione dei Musei civici di Venezia: gli oltre 30 milioni di euro di incassi coprono il 96% delle sue necessità. Tra i musei il più virtuoso in tal senso sono le Gallerie degli Uffizi a Firenze con un indice di autonomia dell’89%.

 Con l'autonomia gestionale partita nel 2016 nuova vita dunque per il Museo di Reggio Calabria (qui un approfondimento) che nel 2017 ha ottenuto il record di 215mila ingressi e si trova, oggi, a rivestire un ruolo di “faro” per le strutture culturali della regione. Con il depotenziamento economico si rischierebbe, però, di compromettere alcuni dei risultati raggiunti.