Il problema migranti coi barchini

Il problema migranti coi barchini

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Ora che il Governo è fatto ed è operativo; ora che la Commissione Europea nuova di Ursula von der Leyen è strutturata in tutti i suoi aspetti, compreso il commissario all’immigrazione che era un greco e resta un greco, l’errore più grave che si potrebbe commettere a sinistra, cioè nel PD, è fingere che la questione migratoria non esista più.

  Errore tra i più tragici, perché la sinistra se vuole provare a risalire la china del consenso non può non offrire soluzioni strutturali alla questione migratoria né può distrarsi tantomeno dalla sicurezza reale dei cittadini, lasciando in mano questa enorme ‘politica del sentimento a Salvini. Il quale sta continuando a dispensare agli italiani proclami roboanti ai quali nessuno però oppone cifre e considerazioni inoppugnabili (che pure ci sono) sul vero e proprio disastro che invece il leghista ci ha lasciato in eredità. Secondo l’autorevole istituto di studi ISPI gli irregolari in Italia per effetto del primo decreto sicurezza passeranno, infatti, in due anni da 600 mila a 730 mila. Sul secondo decreto sicurezza (quello sulle ONG per intendersi) ci aspettiamo un intervento del nuovo Ministro Lamorgese, sulla scia delle raccomandazioni fatte a suo tempo da Mattarella, tenendo conto che quello di far restare a bagnomaria per settimane e settimane gruppetti di 40-50 persone è stato il classico esempio di diversivo di massa visto che (dati di luglio) a fronte dei 600 migranti soccorsi dalle ONG ci sono stati 2.500 sbarchi così detti silenziosi, su barchini o imbarcazioni a vela, assolutamente non contrastati da Salvini. Il quale – ancora- aveva promesso di scovare 600 mila invisibili per rimpatriarli ma tutto questo non è accaduto e quei 600 mila sono ancora lì, nelle nostre periferie o nelle nostre stazioni.

  Detto ciò, al netto di tutta la propaganda salviniana, il problema migranti esiste e servono politiche serie: aprire certo i porti ma soprattutto poi ridare linfa e soldi agli SPRAR per un’autentica integrazione come Mimmo Lucano nella sua Riace aveva realizzato. E ancora: lavorare a vere vie di immigrazione legale con canali di rimpatrio certi, con accordi con gli stati africani. Decine di accordi, come ha promesso il premier Conte nel recente dibattito in Parlamento sul suo Governo.

   In sostanza governare il fenomeno per togliere da quei marciapiedi di piazze stazioni decine di disperati che possono diventare preda della offerta criminale.

  L’Europa può aiutarci in questa direzione, vista la più volte annunciata volontà della nuova Commissione a riaprire il confronto sui ricollocamenti. Questo stimolo non può e non deve essere fatto cadere da Pd e 5 Stelle che su questo argomento si giocheranno molto della loro credibilità ma anche della possibilità di durare a lungo e di scalfire nel profondo l’ondata sovranista che appare ben lungi dall’arrestarsi, nonostante si tratti solo di propaganda. Si vedrà al vertoce della Valletta del 23 settembre prossimo se gli accordi sui quali sta lavorando la ministra Lamorgese con Germania, Francia e Malta saranno concretizzati.

  Solo una vera sinistra di governo che sappia tenere assieme legalità e solidarietà può seriamente pensare di lavorare a questo progetto. Sbagliatissimo sarebbe un atteggiamento di richiusura rispetto alle paure degli italiani, a volte immotivate e ingigantite dalla retorica sovranista ma a volte reali. C’è più bisogno di empatia tra il popolo ed i nuovi (vecchi) governanti.