CALABRIA. Una storia della nostra terra: coccole e marmellate della Sila

CALABRIA. Una storia della nostra terra: coccole e marmellate della Sila

coccole

Quella che sto per raccontarvi è una piccola grande storia della nostra bella amara Calabria. Significativa ed emblematica di tante cose ma ognuno poi si farà la sua conclusione. Soprattutto in questi tempi tristi segnati dal covid. 
L’unica cosa è che è ovviamente tutto vero con tanto di nomi cognomi e foto.

Dunque: nel mio dolce peregrinare autunnale (finché abbiamo potuto) per l’amata Sila capito a Croce di Magara, vecchio villaggio dell’opera Sila a 10’ da Camigliatello e mi viene detto di una signora che fa marmellate e succhi. Ci arrivo dopo un po’ e si apre questo mondo: lei si chiama Cinzia Pantusa, abita in una delle case della riforma agraria.

Nella foto lei e il fratello Alessio. “Sorridiamo felici a nostra mamma che ci scatta una foto prima di andare all’asilo”, dice con un sorriso che è tutto un programma.

La storia è questa: Anno 1985, a Croce di Magara c’era l’asilo e le scuole elementari, accanto la chiesa e l’ufficio postale, più avanti il bar e il ristorante. Un angolo di paradiso in questo piccolo villaggio di montagna.

“È qui che affondano le nostre radici. Nei pomeriggi estivi, passeggiando con mia mamma si arrivava a prendere il latte al Caseificio sociale Croce di Magara. Un sistema virtuoso impostato dalla riforma agraria, legge Sila, del 1950. I terreni di proprietà dei latifondisti vengono espropriati, resi adatti all'insediamento della piccola realtà contadina assegnati in parte ai lavoratori manuali della terra”.

Al nonno paterno di Cinzia viene assegnato  un  appezzamento di terra, vicino ai maestosi Giganti della Sila, e una casa dove poter far  vivere la sua famiglia. Casa e terra che il nonno con il tempo ha riscattato. Il padre ha dedicato amore e tanto tempo a questa terra. Fortemente ha invogliato i figli a proseguire gli studi perché avessero un futuro meno duro del suo, ma, intanto ha trasmesso l’amore per la conoscenza,  la curiosità per le cose, il rispetto per la natura.

 La sua raccomandazione negli anni fragili della sua malattia è sempre stata quella di non abbandonare il podere, di prendersene cura o fare in modo che qualcun altro lo facesse al posto dei due che intanto però - e sta qui la seconda grande lezione della piccola grande storia calabrese - si sono laureati. All’università della Calabria, se non l’unico uno dei maggiori fattori innovatori della nostra terra negli ultimi 40 anni. I due sono laureati in ingegneria ed economia.

“Mio fratello - dice Cinzia - oggi  è un affermato professionista ed io, dopo diverse esperienze lavorative, nel 2016,  ho scelto la strada del cuore che mi porta a Croce di Magara. Ed è qui che decido di avviare l'azienda agricola, con accanto tre grandi sostenitori: mio fratello, il mio fidanzato e mia madre. La mia casa è qui! In questo posto dove le stagioni vibrano e la natura forte e selvaggia ti avvolge”. Grazie ad un progetto regionale  abbiamo realizzato una piantagione di piccoli frutti: ribes, mirtilli, lamponi, uva spina e more. Tutto senza trattamenti chimici e nel pieno rispetto della stagionalità. Nel laboratorio artigianale i frutti della terra vengono trasformati in composte e nettari. L’innovazione tecnologia consente di cuocere a basse temperature per così preservare le proprietà organolettiche dei frutti. Una filiera corta strettamente controllata: dal campo all’etichetta a chilometri zero.

E’ cosi che nascono le coccole di bosco. Una coccola per il palato che ognuno può assaporare in qualsiasi momento della giornata e che porta con se tutti i sapori e la storia di un territorio unico.

Un prodotto di nicchia, artigianale, che sta avendo una buona risposta commerciale. Le persone sono più consapevoli del benessere alimentare e fanno una selezione attenta dei prodotti da utilizzare per la propria alimentazione.

Il prodotto, che ha alle spalle un mix di passione e fatica viene commercializzato da vari rivenditori della provincia; e in Italia per chi acquisita online. Un prodotto che si può trovare in alcuni agriturismi B&B della Sila che servono colazioni e merende con i prodotti del territorio. “Buone opportunità in fase di valutazione stanno arrivando dall’estero”, conclude Cinzia.

E qui la storia si chiude. Prediche inutili. Ma quante cose emergono da croce di Magara e dalle coccole di Cinzia!