REGGIO. Bambini contro la spazzatura. Cronaca di Reggio libera dai rifiuti

REGGIO. Bambini contro la spazzatura. Cronaca di Reggio libera dai rifiuti

ber      di FRANCESCA CRISALLI - Il prima Mi preparo per andare alla manifestazione di “Reggio libera dai rifiuti”, che si tiene a piazza Italia tra poco. Ci andrò con i miei bambini di cinque e sette anni, che hanno preparato dei cartelloni. Sono eccitati al pensiero che uno strano personaggio, “Il Comune”, li possa incontrare e regalare loro dei coriandoli (è Carnevale!).

Ci vado con i miei bambini e ne sono orgogliosa: non voglio che pensino che i cumuli di spazzatura che abbiamo sotto gli occhi da giorni siano la normalità. Vorrei che oggi da bambini e domani da grandi, come me, mio marito, le nostre famiglie, avessero una visione chiara del “giusto” e del “bello”.

Certo non è facile spiegare a dei bambini cosa è giusto e cosa è bello. Concetti difficili. Portandoli con noi, vorremmo semplicemente fargli capire che è giusto far sentire la propria voce, anche senza fare rumore, e che il bello è, e deve essere, la normalità.

Il dopo

Arriviamo in piazza con i nostri cartelloni e il nostro altoparlante. Il grande ha scritto

- su un cartellone più grande di lui! - “no alla spazzatura, se no moriamo”.

Arrivano altri genitori con altri cartelloni, che ritraggono foto dei cumuli di rifiuti, e rilanciano i nostri slogan.

Tutti quanti ci guardiamo e pensiamo: siamo in pochi.

Poi i bambini prendono i cartelloni e intonano l’inno di Mameli. Pensiamo: andiamo avanti. Chiediamo di essere ricevuti dai Commissari.

Arrivano le telecamere e iniziano delle brevi interviste.

Passa poco tempo, e un rappresentante dei Commissari ci riceve.

Entriamo tutti a Palazzo San Giorgio noi, e a seguire i bambini, un pò intimoriti, con i loro cartelloni.

Intuiscono qualcosa, però, e i loro occhi si illuminano. Insieme ai loro genitori capiscono che basta poco per fare la differenza. Capiscono che le nostre azioni, anche piccole, a volte anche solitarie, possono fare la differenza. Sempre.