De Raho al Corsera. REGGIO, l'attacco della 'ndrangheta alle istituzioni. L'Uso della condanna di SCOPELLITI

De Raho al Corsera. REGGIO, l'attacco della 'ndrangheta alle istituzioni. L'Uso della condanna di SCOPELLITI

Federico Cafiero de RahoUna Santabarbara di proporzioni inaudite è stata trovata dalla guardia di Finanza sull’auto di un incensurato a Rizziconi.

Dieci kalashnikov, cinque pistole con matricole abrase, due mitragliette e una trentina di cartucce. Il procuratore antimafia di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho ha lanciato un preoccupato allarme allo Stato e non solo a Reggio.

Parlando col Corriere della Sera – il servizio è firmato da Giovanni Bianconi - De Raho ha detto: «Temo che la 'ndrangheta stia preparando un attentato grave, un attacco che con un simile volume di fuoco potrebbe essere diretto anche contro le istituzioni dopo le significative risposte allo strapotere delle cosche arrivate con indagini e processi Se è così, lo Stato deve trovare le risposte giuste, in ogni articolazione».

Il procuratore antimafia di Reggio ipotizza quindi che si stesse preparando un'azione in grande stile anche contro obiettivi istituzionali. Una serie di segnali di reazione positiva da parte dello Stato e le reazioni di ‘ndrangheta che si segnalano nella provincia (dall’avvertimento proprio contro la Finanza coi proiettili di kalashnikov lasciati all'ingresso del porto di Gioia Tauro alle bombe notturne a Reggio collegati ai colpi assestati processualmente alle cosche giustificano l’allarme.

De Raho ha spiegato al Corriere: «Non credo siano estorsioni di ordinaria amministrazione, perché la gravità degli attacchi è sproporzionata rispetto all'obiettivo da raggiungere. Mi pare più una escalation decisa a tavolino dall'organizzazione criminale, un salto di qualità per lanciare un messaggio chiaro allo Stato: voi potete ottenere arresti e condanne ma qui continuiamo a comandare noi, e possiamo reagire come e quando vogliamo. Ecco perché non escludo un attacco a uomini o strutture dello Stato, e la scoperta dell'arsenale sull'auto, dopo gli ultimi fatti, mi conferma questo timore».

Per il Procuratore «Si può pensare che dall'organismo di vertice sia arrivato un ordine generale per colpire ovunque, con maggiore determinazione. Anche la condanna del governatore Scopelliti, per vicende del tutto diverse, può essere letta dalle cosche che si reputano invincibili come l'ultima dimostrazione di forza dello Stato che non si tira indietro nemmeno davanti a figure potenti e magari da qualcuno considerate intoccabili. Provocando una reazione grave. Le istituzioni devono esserne consapevoli, non solo qui a Reggio».