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L’INTERVISTA. Cresce anche in Calabria la frontiera delle infiltrazioni contro le artrosi. AURELIA ARITO

L’INTERVISTA. Cresce anche in Calabria la frontiera delle infiltrazioni contro le artrosi. AURELIA ARITO

ia      di AURELIA ARITO - Franco Monea, medico e professore all’università di Tor Vergata, ha appena finito di coordinare il secondo incontro medico-scientifico sul dolore osteoarticolare che s’è tenuto a Cittanova con la partecipazione di docenti universitari, specialisti di medicina sportiva e un ampio pubblico. Un successo dovuto anche al fatto che i temi del convegno hanno larghe ricadute sociali.

“Il dolore alle articolazioni è una patologia tendenzialmente invalidante” dice Monea. “Colpisce al ginocchio, alle spalle, all’anca. Il problema è che non esistono farmaci capaci di guarire l'artrosi o di farla regredire. Abbiamo medicinali che attenuano il dolore e consentono di controllarlo, come gli antinfiammatori. Ma possono provocare gravi effetti collaterali e vanno quindi assunti in modo oculato e, tra l’altro, non si può dire siano risolutivi. Per questo noi medici specializzati in questo settore ci sentiamo molto impegnati prima di tutti nel diffondere una cultura della prevenzione. Insomma, l’artrosi si può evitare o contenere, ma non guarire”.

Quindi, niente da fare? “Assolutamente no”, risponde di getto. “Oggi esistono tecniche nuove, come quelle infiltrative e farmaci di nuova generazione rispetto agli antiinfiammatori tradizionali”.

Chiedo al dottor Monea, che è uno dei maggiori esperti italiani di queste nuove tecniche, su cui lavora ininterrottamente da anni e che lo hanno spinto ha creare in Calabria una struttura polivalente che affronta tutte le patologie del settore, in che consistono, che affidabilità hanno e quali rischi si corrono ad affidarsi a questa nuova frontiera della medicina.

“L’infiltrazione - dice - è una tecnica che ci consente di trattare articolazioni sofferenti come il ginocchio, la spalla e le anche con un’invasività molto bassa, rispettando quindi in modo pieno l'articolazione. L’esame ecografico consente oggi di guidare visivamente, e in estrema sicurezza, interventi chirurgici mini invasivi. Con gli aghi raggiungiamo direttamente il bersaglio anatomico sofferente individuato con l’ecografia. Una tecnica particolarmente adatta nelle sindromi caratterizzate da infiammazione cronica e dalla progressiva erosione della cartilagine articolare”.

Insomma, lo specialista individua la parte sofferente e interviene direttamente su quella. Ma in che modo? “Viene iniettato con gli aghi direttamente sulla parte acido ialuronico, una molecola che ha proprietà biologiche ottimali che hanno un effetto significante. In più, uso un’immagine per risparmiarle la spiegazione scientifica, agisce come un lubrificante”.

“Ma attenzione, aggiunge Monea, più la malattia è avanzata e lo spazio articolare è ristretto e meno si ha giovamento dalla terapia intra-articolare. La letteratura scientifica mondiale è concorde: riconosce i benefici di questo farmaco nei pazienti con artrosi lieve e moderata e riconosce la pressoché totale assenza di effetti collaterali, per cui questa procedura può essere indicata anche in pazienti che non possono sottoporsi ad intervento di artroprotesi per vari motivi e che soffrono di forti dolori articolari”.