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LETTERA AL DIRETTORE. Reggio e la sicurezza, le percentuali come i polli. PLACANICA

LETTERA AL DIRETTORE. Reggio e la sicurezza, le percentuali come i polli. PLACANICA

rtrc     di PASQUALINO PLACANICA - Egregio direttore, il suo articolo sulle percentuali criminali in Italia

e in città mi ha (simpaticamente) fatto venire in mente le famose percentuali/truffa delle varie pubblicità. Il dentifricio XXX ha il 30% in più di fluoro, il formaggio yyy ha il 30% in meno di grassi... e tutti di corsa a comprare quel prodotto che offriva (ingannevolmente) qualità migliori rispetto ad altri.

Le percentuali, per avere un senso, devono essere riferite ad un numero intero. Il 30% in più o in meno di che? Qual è il termine di paragone a cui si riferiscono?

Non mi fraintenda, so benissimo che la sua è un’asettica esposizione di dati espressi da altri, solo che io non riesco a capire come sia possibile che ancora qualcuno tenga conto di simili dati, inutili ma direi anche dannosi; e non mi riferisco a lei, bensì ai nostri governanti.

Mi spiego meglio: se a Reggio Calabria, precedentemente all’ultimo monitoraggio, risultavano essere messi in atto 1000 reati all’anno (cifra non esatta ma utile per il mio ragionamento), un abbattimento del 10% dei reati comporterebbe comunque l’esistenza di ben 900 reati, l’anno successivo.

Se a Trieste precedentemente all’ultimo monitoraggio, risultavano essere commessi 100 reati all’anno, un aumento del 10% dei reati comporterebbe l’esistenza di 110 reati l’anno successivo. Ora, la notizia che ne verrebbe fuori, applicando i criteri comunicativi dei nostri burocrati nazionali, sarebbe esattamente quella che ha riportato lei. Esatta ma ingannevole.

Reggio Calabria è più tranquilla con 900 reati all’anno rispetto a Trieste con 110? Solo perché i 900 di Reggio derivano da un meno 10% e quelli di Trieste da un più 10%? Certo che no. Se poi si considera l’azione delle Forze dell’Ordine che certamente in città come Reggio Calabria deve essere (ed è) più pressante per motivi noti a tutti, ecco spiegato l’abbattimento percentuale dei reati predatori. Che invece aumentano in percentuale nelle città del nord dove notoriamente la crisi colpisce di più le famiglie a causa del costo della vita superiore. Questo è quanto, credo che fino a quando il mondo intero continuerà a valutare e programmare in percentuali non avremo mai veramente la reale conoscenza dei fatti e delle condizioni in cui siamo. Naturalmente questo giova a qualcuno. Un mio (e suo) caro amico, direbbe ironicamente: “siamo spacciati!”.

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Pasqualino Placanica ha ragione: percentuali e dati sono spesso ingannevoli. Ma è difficile credere che una diminuzione dei reati (di certi reati) a Reggio non sia sorprendente (infatti lui è sorpreso ed è capitato anche a me). Senza quei dati entrambi avremmo giurato che la situazione fosse peggiorata. Invece, i reati aumentano in Italia e in moltissime città mentre a Reggio diminuiscono vistosamente. Ci sono due punti quantitativi e solidi di confronto: (1) rispetto alle tendenze in Italia e altre città e (2) rispetto ai reati consumati a Reggio l’anno prima (se le rilevazioni, beninteso, sono corrette). Sarebbe sbagliato, e qui Placanica ha di nuovo ragione, immaginare che significhi che a Reggio si sta bene o meglio che a Trieste. Ma è innegabile che si stia meglio a Reggio rispetto a come si stava a Reggio un anno fa. Perché Placanica ed io non ce ne siamo accorti? Questo è il punto. E (ma è solo il mio parere) è un punto di straordinaria importanza per la nostra comunità. (alva)