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Su Rosarno i tentacoli della Cupola romana per il business immigrati. MIRA

Su Rosarno i tentacoli della Cupola romana per il business immigrati. MIRA

rsrn     di ANTONIO MARIA MIRA* - La cupola romana voleva fare affari anche sugli immigrati di Rosarno.

E in parte c'è riuscita. Nell'informativa del II reparto del Ros dei carabinieri, emerge tutta un'attività di Salvatore Buzzi e Luca Odevaine «finalizzata alla individuazione nel comune di Rosarno di una struttura idonea all'apertura di un centro di accoglienza immigrati». Parole accompagnate dagli stralci di alcune telefonate tra Buzzi e Odevaine del 21 e 22 gennaio 2013. II tutto costellato da vari omissis a conferma che sul capitolo calabrese si sta ancora indagando.

Infatti il centro di accoglienza non si è mai fatto, come ci conferma il sindaco di Rosamo, Elisabetta Tripodi, ma proprio in quel periodo era già in funzione il centro polifunzionale per immigrati "Terranova" promosso dalla Fondazione Integra/Azione presieduta proprio da Odevaine.

«Me lo ricordo bene - spiega il sindaco -. II progetto doveva coinvolgere la Prefettura di Reggio Calabria e il Comune, ma alla fine risultò solo un’iniziativa privata. Dopo i primi contatti decisi di restare fuori anche perché mi erano arrivate confidenze sulla presenza di persone non chiare». Le chiediamo se intende "mafiosi". La risposta è esplicita: «Di quelle "famiglie"».

Di certo a sostenere il progetto fu un finanziamento della Coca Cola, come ci ricorda sempre il sindaco. Tutto era nato dal rapporto sullo sfruttamento degli immigrati nella raccolta degli agrumi elaborato da Integra/Azione in collaborazione con alcune associazioni del volontariato. Ne erano seguite accuse nei confronti dei produttori di succhi e aranciate, in particolare la multinazionale che prima promise ma a ori controlli e poi decise di finanziare progetti di integrazione. La scelta cadde sulla "creatura" di Odevaine. Così il progetto a Rosarno è potuto partire, durando però solo un anno, dal 2012 al dicembre 2013.

Sembrava un'operazione modello al punto che quando la presidente della Camera Laura Boldrini venne in visita a Rosarno, oltre a incontrare la Tripodi, da anni sotto scorta per le minacce della 'ndrangheta, volle visitare il centro proprio con Odevaine. Tutto garantiva la bontà del progetto. Oltretutto l'altro socio fondatore nel 2011 di Integra/Azione era Legambiente. «Ma tranne che per il primo dossier non abbiamo svolto alcun ruolo - ci tiene a precisare il presidente Vittorio Cogliati Dezza - né tantomeno gestito o avuto soldi. Nell'attività del centro non ci siamo mai entrati e così a giugno, vista l'inutilità della nostra presenza, abbiamo deliberato di uscire dalla Fondazione. Ora - denuncia - ci sentiamo parte lesa perché indirettamente danneggiati dalle scelte scellerate di Odevaine».

Ma cosa ha realizzato il centro Terranova? Nato per "promuovere l'inclusione sociale attraverso corsi di lingua e di informatica, servizi di supporto psicologico e orientamento al lavoro" chiude i battenti il 7 dicembre 2013 con un convegno al quale oltre a Odevaine partecipano Silvio Di Francia, assessore romano alla Cultura nella giunta Veltroni e oggi nel gabinetto del sindaco Marino, oltre a rappresentanti di varie associazioni del volontariato. A conferma della fiducia in Odevaine, che però da mesi era intercettato dal Ros. Così il 21 gennaio Buzzi, parlando del collaboratore calabrese Giovanni Compennì, metteva al corrente Odevaine che «giù ha fatto, ha trovato tutto, quindi chiedeva solo se lo contattavate». Odevaine «gli domandava se avesse trovato anche la sede e Buzzi confermava». É il centro di accoglienza, sicuramente molto più remunerativo per gli appetiti della cupola romana.

*giornalista inviato dell’Avvenire