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La Cupola, Pignatone e le mani della ‘ndrangheta su Roma. VARÌ

La Cupola, Pignatone e le mani della ‘ndrangheta su Roma. VARÌ

pgnt      di DAVIDE VARÌ -

«La mafia a Roma? Non è l'unico problema della città e non è neanche detto che sia il più importante». Giuseppe Pignatone stupisce tutti e minimizza la presenza della criminalità organizzata nella capitale. Una mossa inaspettata che, di colpo, asciuga le penne di chi in questi giorni si è affannato (e divertito) a descrivere una città in mano ai clan calabresi e siciliani. Un coup de théâtre messo in scena proprio da colui che ha dato il via all'operazione "Mafia Capitale" (che il nome è già tutto un programma), per di più nel bel mezzo di un'audizione in Commissione antimafia ansiosa di annunciare Urbi et Orbi la presenza "inquietante e pervasiva dei calabresi".

Niente da fare, le bocche sono rimaste asciutte anche lì. Non solo, l'ex procuratore di Reggio Calabria smonta anche l'idea che Roma possa essere governata da una cupola: «Non c'è un'unica associazione mafiosa che controlla Roma, come a Palermo o Reggio Calabria». Insomma, nessun grande vecchio, nessun burattinaio e nessun boss ha le mani in pasta nella "incasinata" economia romana. E anche chi ipotizzava il famigerato terzo livello, il legame ormai leggendario tra mafia e politica, è rimasto un po' deluso: per ora l'unico politico coinvolto è l'ex sindaco Alemanno, la cui immagine con le valige piene di soldi (mafiosi) pronti per essere portati in Argentina è stata smontata sempre da lui, da Pingatone.

Ma come mai l'uomo che ha scoperchiato il pentolone di "Roma ladrona" puntualizza e ridimensiona la presenza mafiosa nella capitale? Pignatone, procuratore serio e coscienzioso, sa bene che la situazione può sfuggirgli di mano, che la capitale è piena di insidie, di trabocchetti, di lobby pronte a cavalcare la tigre giustizialista per sostituire i poteri attuali. Pignatone vuol fare il magistrato senza rischiare di tirare la volata a nessuno. Ecco perché la sua audizione in antimafia non è un passo indietro ma una semplice e cristallina operazione verità. Con buona pace delle prefiche antimafia e di chi sognava di poter titolare ancora una volta: I tentacoli della 'ndrangheta romana".