Direttore: Aldo Varano    

Il giornalismo in Calabria. Il caso di Perfidia. VARANO

Il giornalismo in Calabria. Il caso di Perfidia. VARANO

prfd       di ALDO VARANO. Antonella Grippo è una giornalista urticante. Invece di dare le notizie ha conquistato uno spazio importante nell’informazione calabrese “scoprendole”. Non fa mai una trasmissione su una cosa che già si sa ma invita persone (personaggi) e li fruga, in modo sfacciato e senza alcun pudore, facendo emergere dati, pieghe, elementi sotterranei e nascosti che diventano “notizie scoperte” da lei.

Occupa un segmento del giornalismo tra i più moderni perché, e in modo sempre più marcato dopo l’avvento del web, le notizie il giornalismo le dà con sempre maggiore difficoltà dato che affiorano in continuazione e in tempo quasi reale da internet bruciando i tempi della carta stampata e, in prospettiva, perfino quelli dei giornali online. Per questo i “professionisti” dell’informazione devono sempre di più assumersi il compito di andare oltre le notizie scoprendo un livello della realtà che al web, che informa e brucia col taglia e incolla, necessariamente sfugge come fa, tenta di fare, la Grippo. Ovviamente, si può non essere d'accorco con tutto questo e scegliere un diverso impianto, ma di questo si tratta.

E' scontato che ai potenti, in modo particolarissimo quelli che esercitano la potenza indipendentemente dal consenso, una così stia sulle scatole. Lei ti invita a Perfidia, tu ci vai tranquillo e contento (l’arroganza è parte costitutiva del potere) e quella invece di fare il "reggimicrofono" (attività purtroppo sempre più diffusa) lasciandoti la parte del protagonista, si ruba la scena, si esibisce e intanto ti rovista con domande e impertinenze che ti fanno saltare i nervi. Da qui le continue polemiche sulle e nelle sue trasmissioni coi suoi ospiti che sono in qualche modo costretti ad andare nel suo salotto ma che una volta sì e l’altra pure si pentono anche se vogliono subito tornarci inseguendo il riscatto.

Che poi tutto questo lo faccia addirittura una femmina deve sembrare a moltissimi, qui da noi in Calabria, una cosa insopportabile.

In qualunque altro posto d’Italia una professionista con queste caratteristiche (che sono strutturalmente intrecciate all’errore sempre in agguato, che spesso si consuma implacabile) sarebbe contesa perché in televisione se non c’è polemica ci s’addormenta. Invece, attorno a Perfidia della Grippo, da un po’ di tempo, soffiano venti più che di chiusura di rimozione. Curioso che una qualsiasi televisione per risparmiare anziché chiudere uno di quei telegiornali messi insieme assemblando marchette e stupidaggini decida di privarsi di un programma come Perfidia che, al di là di come lo si giudica, “tira” e fa discutere.

Se fossi proprietario di una televisione, con l’obiettivo di fare audience e non di utilizzarla al servizio di centri di potere per avere vantaggi diversi da quelli del pacchetto pubblicitario, Perfidia me la terrei.

E va a merito di Oliverio la notizia che, appena informato della possibile chiusura di Perfidia, abbia personalmente telefonato alla signora Grippo per dirle del suo dispiacere. Al Governatore serve, evidentemente, una Calabria sveglia, irrispettosa, disponibile al rischio che è sempre una delle condizioni del cambiamento. Insomma, Oliverio sembra un bel po’ più avanti di certa imprenditoria che, magari nella convinzione di fargli un servizio, indebolisce anche i suoi progetti.

In ogni caso, ed è questo un giudizio tecnico, una trasmissione come Perfidia serve a tutti. Soprattutto a chi la produce. Per questo ci auguriamo che la trasmissione, in un qualche posto della Calabria, irrispettosamente riprenda.