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REGGIO. L'ArciGay: vogliamo una città sempre più inclusiva. ARITO

REGGIO. L'ArciGay: vogliamo una città sempre più inclusiva. ARITO

Dattola - Vegnani - Calabròdi AURELIA ARITO - Si è svolto al palazzo della Provincia di Reggio il convegno “Promuovere una cultura delle Differenze”,

organizzato dall’associazione ArciGay “I Due Mari” con il patrocinio dalla consigliera regionale di Parità, Maria Stella Ciarletta e della Provincia di Reggio, per presentare il progetto pilota di attivazione di sportelli informativi e di consulenza per persone trans e trans gender.

Il progetto si inserisce nell'ambito dell’obiettivo operativo “Programma di prevenzione e contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e promozione dell’inclusione sociale delle persone LGBT” assegnato all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'Arcigay, capofila di un raggruppamento temporaneo di impresa, è risultata vincitrice della procedura negoziata indetta per la realizzazione di un progetto pilota per la creazione di 3 sportelli di informazione, counselling e sostegno alle persone trans gender nelle città di Verona, Salerno e Reggio Calabria.

«In queste tre città – spiega il responsabile, Aliberto Vegnani – offriremo alle persone trans attività di informazione, counselling e sostegno psicologico in modalità da pari a pari: presenteranno il proprio servizio persone che hanno avuto esperienza o conoscono molto bene la condizione delle persone trans. Lavoreremo anche sul supporto al disagio sociale, sulla difficoltà a vivere la propria scelta di vita sia in famiglia, che nella società, che sul lavoro».
L'obiettivo, supportare ed accogliere persone che troppo spesso non riescono a vivere alla luce del sole, portando addosso il peso del pregiudizio. Oltre all'impatto diretto sulle persone si intenderà operare sul territorio, per dare impulso ad un processo di integrazione delle politiche sociali che consenta a trans e trans gender di vivere serenamente e trovare nella società una libera collocazione.

Regista del progetto reggino Michela Calabrò, dell'ArciGay di Reggio, orgogliosa dell'apertura dello sportello in Calabria. «Grazie al sostegno del Rettore della Mediterranea – spiega - abbiamo ottenuto uno spazio importante, due stanze all'interno della Facoltà di Architettura. È per noi un fiore all'occhiello. Solo un anno fa, nell'organizzazione del Calabria Pride, ci ponevamo l'obiettivo di presidiare luoghi di cultura. Oggi – prosegue - l'unico modo per produrre cambiamento è mettersi in gioco e discussione. Vorremmo che Reggio diventasse sempre più inclusiva, perché nessuno si senta escluso».

E a Reggio i muri da abbattere sono ancora tanti, come spiega Lucio Dattola, presidente provinciale Arcigay Reggio. «In città – dichiara - il pregiudizio si palesa quotidianamente. Se è difficile per una famiglia accettare un diverso orientamento sessuale, lo è ancor di più una situazione che riguarda l'identità sessuale. Noi speriamo in un cambiamento, che sia trasversale e radicale».

I pregiudizi verso le persone trans e trans gender sono tanti e non escludono neppure la stessa comunità Lgtb, per effetto di una sorta di omofobia interiorizzata. «Il pregiudizio - racconta Mario Grande, consigliere ArciGay Cosenza – l'ho riscontrato anche nella comunità gay: quando partecipavo alle riunioni mi sentivo derisa. Oggi faccio parte del direttivo. Da lontano posso sembrare una ragazza, mi definisco trans gender, oltre i generi. Mi sono sempre sentita una donna. Sentivo in me una dissonanza tra l'anima, sede dell'identità sessuale, ed il corpo. Credevo che una volta maggiorenne mi sarei operata, poi ho compreso che col tempo la mia natura si sarebbe formata sulla mia anima ed ho imparato ad accettare tutto il mio corpo, nella sua pienezza».