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Lena, la mamma dei poveri e la sua casa T. CALABRÒ

Lena, la mamma dei poveri e la sua casa T. CALABRÒ

lnn       di TIZIANA CALABRÒ - Per vederla, basta uscire per le strade, guardare intorno e non distogliere lo sguardo.

Segue come un’ombra la vecchiarella curva nel cappotto dei tempi buoni. E’ adagiata cattiva e grinzosa nella carriola piena di cose, che lei trascina. E’ la povertà avvinghiata ai cartoni sporchi, alle lattughe flosce, alla frutta ammaccata, al pane dimenticato per giorni in una dispensa familiare qualsiasi. Cibo scartato e accolto nei cassonetti della spazzatura. I supermercati della vecchiarella, i supermercati della misera gente.

Cammini ancora per le strade di questa città povera tra i poveri. Ci sono tre uomini senza età, ché la miseria dimentica l’anagrafe. Hanno la pelle scura, come lo era quella dei nostri avi dell’entroterra affamata. Anche loro, i corpi protesi nei cassonetti maleodoranti. Uno dei tre si ferma. Si allontana. Si gira. Capisci. E’ troppo. Troppo. Si asciuga le lacrime con le mani sporche. Il dolore inchiodato sulla strada ha un corpo, un’anima di spalle, è un pianto nascosto. Vorresti avvicinarti, dovresti. Non lo fai. L’Occidente bloccato dai suoi sensi di colpa. I tre uomini scompaiono con il loro bottino. Vanno via veloci, colpevoli. Della povertà si ha vergogna.

Basta muoversi e guardare e non distogliere lo sguardo. La vedi ancora, la povertà bestia. E’ nei vestiti dismessi chissà da chi, chissà quando, di una ragazzina di tredici anni. E’ nel suo volto compassato, nella sua tristezza educata, nei suoi denti che non saranno corretti da apparecchi e dottori. La povertà è negli occhi annacquati della madre malata, che si cura quando può nel nostro ospedale disastrato. La povertà è nelle parole del padre che conserva in una busta il cibo non mangiato della mensa allestita per i poveri, ché il cibo non si butta e con gli avanzi si fa la cena.

Basta muoversi e guardare e non distogliere lo sguardo. La povertà la vedi nel corpo di un ragazzo, gli occhi neri, come la pelle, come i capelli, come la mano tesa. Venuto dal mare su un barcone sconquassato dalle onde e dalla paura, dalla notte e dalle preghiere. Sussurra parole in una piazza gremita di gente allegra, la domenica del mercato alimentare. Nessuno lo vede. E’ un’ombra che sussurra sul pavimento della piazza. E’ l’Africa dei poveri, ignorata in una bella giornata domenicale.

Basta muoversi e guardare e non distogliere lo sguardo. La solidarietà, l’accoglienza, la compassione, non vogliono slogan faciloni urlati nei social, calderoni di un fittizio e sbrigativo dolore collettivo. Troppo facile. Il dolore della terra umiliata dalla povertà e l’ingiustizia, non abita nell’asettico mondo della rete. Il dolore del mondo è calore di un corpo, puzza di piscio e treni sporchi, il dolore del mondo è sporcizia dentro le unghie. E’ nelle piaghe di un corpo umiliato dagli stenti, è nelle lacrime zuppe di vergogna e rabbia, è nello stomaco accecato dalla fame, nel sorriso vuoto di una ragazzina, nella perdita della dignità, nella malattia senza soldi, nella nostalgia inconsolabile della terra lontana, nel freddo che ti uccide. La povertà è nella nostra indifferenza.

p.s.: In un locale concesso in comodato d’uso dalle Ferrovie, presso la Stazione Centrale di Reggio Calabria, è stato allestito un centro accoglienza: “La casa di Lena”, grazie alla sinergia di diverse associazioni cittadine. Sarà un punto di riferimento importante per i senzatetto, i migranti e tutti coloro che senza fissa dimora o in difficoltà avranno bisogno di assistenza, orientamento sui servizi utili, o anche solo di un conforto fraterno. Nel centro, che sarà pienamente operativo dal 10 febbraio, sono previsti un internet-point, attività di doposcuola per i bambini e laboratori di formazione. Se vi capita di passare da quelle parti, troverete i volontari, troverete Bruna Mangiola, la responsabile del settore promozione umana e Welfare della Caritas. La riconoscerete. Bruna non smette mai di sorridere, ha molte storie da raccontare e quando si muove e parla sembra che danzi lieve. Vi spiegherà chi era Lena, vi troverà qualcosa da fare, vi dirà di cosa c’è bisogno e non avrà timore nel chiedervelo. Basta uscire per le strade, guardare intorno e non distogliere lo sguardo.

*foto di Romina Arena.