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REGGIO. E nelle periferie si costruisce il deserto. A Terreti chiude la Posta. CHILÀ

REGGIO. E nelle periferie si costruisce il deserto. A Terreti chiude la Posta. CHILÀ

Terreti     di ROSA CHILÀ - E si va verso la completa “desertificazione” della periferia.

Una mera collocazione geografica diventa una punizione per chi, per una serie infinite di concause, si trova ad abitare distante dal salotto buono ossia dal centro della città.

Una soluzione ci sarebbe per contenere costi e necessità di servizi.

Costruiamo fantomatici grattacieli lungo tutto il Corso Garibaldi e Lungomare in grado di contenere duecentomila abitanti.

E’ illogico lo so.

Non si può perché è una zona sismica che però si è sbriciolata, non per la forza della natura, ma per la voluta, calcolata e ben definita inerzia umana.

Terreti assieme ai contigui Trizzino e Nasiti formano il centro più popolato dell’ex XI^ circoscrizione lungo la via Reggio Campi che dal Centro porta a Gambarie.

Dieci chilometri sono pochi per chi viaggia con i mezzi propri.

Un’infinità per chi non può spostarsi ossia la stragrande maggioranza della popolazione anziana ed una distanza incalcolabile se si considera lo fascio dei servizi pubblici di collegamento.

Un gruppo di cittadini si stava facendo portavoce della situazione di enorme disagio ossia l'ufficio postale che apriva a giorni alterni. Si stavano raccogliendo le firme per ottenere l'apertura dello stesso tutti i giorni della settimana.

Un ufficio strapieno per gli essenziali servizi resi: l'approvvigionamento del PROPRIO contante necessario per la quotidianità, il pagamento di quanto dovuto per i servizi e per le tasse, accrediti di stipendi e pensioni e servizi finanziari.

Si pensava, con l’occasione, di chiedere l’installazione di un bancomat.

L'ufficio postale è sempre strapieno considerato che è qui confluita anche l'utenza di altri centri abitati delle vicinanze (Arasì, Straorino, Cerasi). Inoltre la posizione della Frazione lungo la via Reggio Campi consente di fruire dei servizi postali in occasione degli spostamenti verso il Centro e viceversa.

Si pensava, con la circostanza, di chiedere la presenza (sia pur saltuariamente) di un consulente per quei servizi finanziari che mobilitano l’unico impiegato qui addetto costringendo ad estenuanti ore di attesa per il ritiro di una raccomandata quando il postino non trova in casa il destinatario.

Si pensava di chiedere il rispetto della privacy con qualche piccolo non costoso accorgimento.

Oggi, da una notizia apparsa sulla Gazzetta del Sud, si è ufficialmente appreso che l'ufficio chiuderà.

I circa quattrocento conti correnti di tanta popolazione anziana verranno trasferiti chissà dove.

La periferia è la prima a pagare qualsiasi il costo. I disagi ricadono sempre e solo sulla parte più debole della popolazione ossia anziani e malati.

I primi autobus a sparire sono proprio quelli diretti fuori città.

Nel silenzio più totale è stata eliminata la corsa dell’autobus che consentiva di giungere qui alle ore 8.00 la mattina ovvero l’orario utile a talune badanti che qui prestavano servizio presso persone bisognose.

La gente accetta, fa sacrifici, si industria e spera che delle cose così eclatanti siano solo transitorie e che sia una situazione di disagio solo momentanea.

Invece è divenuta definitiva.

Domani mattina alle 8.30 nei pressi dell'ufficio medesimo ci riuniremo per cercare di capire ed iniziare a lottare, democraticamente e nel pieno rispetto di tutte le leggi, per non essere completamente abbandonati.

Si spera nella massiccia partecipazione della popolazione ivi residente.