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Il derby dello Stretto. Popoli simili mai così diversi

Il derby dello Stretto. Popoli simili mai così diversi

Derby-Reggina-Messina   NOSTRO SERVIZIO -

Sventolano le bandiere del derby dello Stretto. Da un lato quelle amaranto-calabre, dall’altro quelle giallorosse-sicule.

Di solito c’è in palio la gloria e la possibilità di sfottere i dirimpettai, questa volta, invece, ci si gioca la permanenza tra i professionisti del calcio (chi esce sconfitto dal doppio confronto playout, infatti, retrocede in serie Dilettanti).

Il primo round giocato al Granillo se lo aggiudica la Reggina grazie ad un fulmineo contropiede di Roberto Insigne, bravo a sfruttare l’indecisione della difesa siciliana e freddo a mettere dentro il gol vittoria.

E’ stata la partita che ci si aspettava: tesa, agonisticamente provante, con una grande cornice di pubblico (quasi 10 mila spettatori per un match di terza serie è un dato significativo).

Il ritorno sabato al San Filippo di Messina, per decidere chi, per questa stagione, può fregiarsi del titolo di “Padrone dello Stretto” e soprattutto, per stabilire chi tra Messina e Reggina resterà in Lega Pro e chi, invece (e forse solo temporaneamente visto l’alta possibilità di ripescaggi) dovrà retrocedere.

Di sicuro non retrocede lo spettacolo, ieri andato in scena a Reggio e sabato protagonista sulla sponda opposta. Un derby sentito, vissuto con passione ed entusiasmo da due popoli simili ma mai così “diversi” come quando si gioca nel rettangolo verde.