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REGGIO. Il San Vincenzo chiude? Assemblea pubblica per salvare l'istituto

REGGIO. Il San Vincenzo chiude? Assemblea pubblica per salvare l'istituto

assemblea pubblicadi AURELIA ARITO

- È ancora avvolta dal mistero la crisi dell'istituto “San Vincenzo de' Paoli” di Reggio, gestito dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, che minaccia la chiusura per un'insostenibile questione economica. Ad oggi nessuno ha mai visionato il bilancio dell'istituto, nonostante le innumerevoli richieste, così come non appare chiara, a docenti e genitori, la trattativa annunciata con un investitore, poi improvvisamente scomparso. In molti sospettano che la crisi sia  “pilotata” proprio perché ritengono non vi sia chiarezza sui quesiti  posti negli ultimi mesi alla Congregazione. 

Per fare il punto sulla situazione si è svolta a Palazzo San Giorgio un'assemblea pubblica promossa dal Comitato di docenti costituito per salvare l'istituto. Una battaglia che non riguarda esclusivamente i temi del diritto del lavoro e dell'istruzione, ma che rappresenta una questione culturale. «Una lotta contro i mulini a vento», dice Anna Fogliani, rappresentante d'istituto dei genitori, che mette in discussione la fiducia nei confronti di un ordine ecclesiastico «che non risponde ad una legge morale buttando fuori 250 ragazzi». Non ci stanno neppure gli studenti, come racconta Rita Falcone, della IV A scientifico, che lamenta una scarsa trasparenza, «ho letto la notizia sui giornali», dice. Rita spera di proseguire i suoi studi in una scuola che ha una storia antica e crede che il “San Vincenzo de' Paoli” debba andare avanti «perché ne possano usufruire anche le generazioni future».

assemblea pubblicaTanta la rabbia dei docenti che, con l'obiettivo di salvare l'istituto, si erano anche costituiti in cooperativa con la proposta di prenderlo in gestione con l'appoggio del Cereso. Proposta che però non ha avuto, inspiegabilmente, seguito. L'idea di porre fine alla storia dell'istituto reggino trova l'opposizione dei sindacati, presente all'assemblea Elisabetta Gambello (Flc Cgil Rc), del Comune con i consiglieri comunali Quartuccio, Matalone, Ripepi, Castorina, e l'assessore Neri, e della Provincia, con il consigliere Zavettieri, tutti disponibili ad impegnarsi con azioni concrete per salvare la scuola.

Dopo l'assemblea del 10 giugno alla presenza della Congregazione nulla è cambiato. Se non un'affissione del 13 giugno – a cui non ha fatto seguito una comunicazione per altre vie alla dirigente o alle famiglie - in cui si comunica la volontà di non aprire le iscrizioni per le classi secondaria di primo e secondo grado ed accettare le iscrizioni per classi intermedie di primo e secondo livello. Nessuna risposta ufficiale, invece, in merito alla chiusura – definitiva? - della trattativa con il sig. Busacca; garanzie sulla prosecuzione del ciclo di studi di medie e superiori; e ancora sull'esistenza di una volontà per lavorare ad un progetto di rilancio dell'istituto. La Congregazione, sebbene invitata all'assemblea pubblica, non ha partecipato né risposto.

«Come comitato – spiega Saverio Pazzano, docente del San Vincenzo - abbiamo messo sul tavolo la nostra proposta, ma siamo comunque disponibili ad ascoltare altre proposte dal territorio. Il diritto al lavoro è un fatto culturale che non interessa solo i lavoratori, ma riguarda anche l'educazione. In un sistema culturale in cui i diritti sono diventati i privilegi – conclude - stiamo percorrendo un cammino di dignità del lavoro».
Un impegno che, come sottolinea la dirigente dell'istituto, Daniela Andreoli, è necessario soprattutto per dare seguito ad un percorso di studi, di impianto cattolico, «che da oltre 150 anni porta avanti un'opera educativa la cui continuità deve essere garantita».