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Gioia e Verona insieme perché la Calabria diventi la porta Mediterranea in Europa

Gioia e Verona insieme perché la Calabria diventi la porta Mediterranea in Europa

porto gioia   di CORRADO RINDONE -

Il 10 novembre 2015 è stato attivato il corridoio europeo ferroviario per il trasporto delle merci che si estende dai mari del nord fino al mar Mediterraneo attraversando l’Italia da nord a sud. In Europa il corridoio è identificato con il codice RFC3 (Rail Freigth Corridor 3).

L’attivazione del corridoio, insieme agli altri otto che interessano il resto d’Europa, era prevista dal regolamento europeo 913/2010. L’Europa ha previsto che a lungo termine (entro il 2030) si attiveranno i corridoi infrastrutturali della Rete Trans Europea dei Trasporti (TEN-T). Il corridoio infrastrutturale che attraversa l’Italia da nord a sud è identificato con il codice TEN-T5.

Tra gli obiettivi connessi alla realizzazione dei corridoi RFC e TEN-T vi è quello trasferire il trasporto delle merci dalla modalità stradale alla ferrovia incrementando la sostenibilità.

La Calabria è attraversata dai corridoi RFC3 e TEN-T5. Il porto di Gioia Tauro è uno dei nodi “centrali” del TEN-T5 e potrebbe diventare una delle porte di accesso all’Europa dal Mediterraneo. Tuttavia un insieme di “colli di bottiglia” caratterizzano attualmente la rete ferroviaria calabrese in termini di infrastrutture e servizi per il trasporto delle merci. Le caratteristiche della rete calabrese sono distanti dagli standard dei corridoi europei. Ad esempio, la lunghezza massima di un treno merci operabile in Calabria non è superiore ai 550 metri; lo standard europeo è di 750 metri. La lunghezza di un treno è una misura della produttività di un servizio di trasporto merci. In Germania si sta lavorando per raggiungere lunghezze fino ai 1500 metri.

Nello stesso 10 novembre si è tenuto presso l’autorità portuale di Gioia Tauro un incontro per discutere i risultati di un progetto di gemellaggio tra l’autorità portuale e il Consorzio ZAI che gestisce l’interporto di Verona. Negli attuali traffici ferroviari di scambio da nord a sud dell’Europa, l’interporto di Verona gioca un ruolo rilevante. Si tenga presente che, nella situazione attuale e negli scenari previsti dagli studi a supporto della realizzazione del corridoio RFC3, la maggiore quantità di traffico ferroviario merci (circa il 60%) avviene tra l’Italia e la Germania attraverso il Brennero. L’attivazione del corridoio RFC3, ed ancora di più l’attivazione di TEN-T5, costituisce una grande opportunità per sviluppare la funzione gateway (scambio mare – terra) del porto di Gioia Tauro. Fino al 2008 il porto ha gestito 50 treni a settimana movimentando circa 100.000 TEUs.

Dunque il 10 novembre si sono sedute allo stesso tavolo le massime autorità che gestiscono due infrastrutture rilevanti per il trasporto delle merci a scala globale ed europea: Gioia Tauro con il suo ruolo di trashipment nel Mediterraneo e l’interporto di Verona con il suo ruolo nel traffico ferroviario europeo delle merci.

I corridoi ferroviari nord sud rappresentano un’opportunità in ambito europeo per ricucire il sistema dei trasporti nazionale in termini di servizi (a breve termine) e di infrastrutture (a lungo termine). Sviluppare i corridoi significa allo stesso tempo fare diventare il porto di Gioia Tauro una delle porte di accesso da sud al sistema Europa. Le due autorità gemellate, insieme con il sistema Paese, possono giocare una partita congiunta per garantirsi le posizioni già raggiunte e per sfruttare appieno la posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo. Tuttavia, due nodi da soli non bastano per sviluppare i corridoi. Occorre uno sforzo importante del gestore della rete ferroviaria italiana per superare i limiti attuali delle linee ferroviarie, al fine di raggiungere almeno gli standard di riferimento europei.