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REGGIO. Una strada per Nanà Licandro, il sindaco garbato

REGGIO. Una strada per Nanà Licandro, il sindaco garbato

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Aula gremita e partecipazione massiccia per il ricordo di Fortunato Licandro. Lo stesso sindaco Giuseppe Falcomatà, ha notato che sarebbe servita un'aula più ampia per contenere una tale folla accorsa per testimonianza e affetto.

L'incontro, tenutosi venerdì 27 novembre presso il salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio, ha dato vita a un dibattito appassionato e appassionante su Nanà Licandro, l'indimenticato sindaco scomparso trent'anni fa nonché figura tra le più importanti ed amate della città.

L'avvocato Giulio Fortunato Tescione, nipote di Nanà e presidente del comitato promotore dell'iniziativa, ha introdotto la serata soffermandosi sul contesto nel quale si trovò ad operare il nonno.

L'ingegnere Leone Pangallo, autore del libro Fortunato Licandro, il garbo della politica edito da Città del sole edizioni, ha sostenuto che nella storia di Reggio la figura di Licandro è servita per il recupero democratico cittadino dopo le lacerazioni drammatiche della Rivolta. E’ emersa la figura di un uomo perbene guidato da una visione concreta delle soluzioni amministrative necessarie per dare uno sbocco alla crisi democratica scoppiata con la rivolta di Reggio del 1970: “Il sindaco Licandro aveva capito che non avrebbe potuto né dovuto fare il giudice dei Moti per esaltarli o demonizzarli. Il suo obiettivo, perseguito con lucidità e determinazione, è stato fin dall'inizio, e senza sbavature, la (ri)costruzione delle condizioni di agibilità politica e democratica nella città sconvolta”.

Il sindaco Falcomatà ha aperto il suo intervento facendo un parallelismo tra il mandato di Licandro ed il suo rintracciando e proponendo suggestive similitudini. Il primo, si è trovato nella posizione di ricostruire la città a seguito dei disastri della Rivolta cittadina; il secondo, dopo la pagina amara dello scioglimento del Comune per contiguità mafiosa. In entrambi i casi, una città e il suo tessuto civile e democratico da ricostruire.

Facolmatà ha voluto poi consegnare la delibera con la quale la giunta ha deciso di intitolare l'ex circonvallazione Parco Caserta Nord a Fortunato Licandro nelle mani dell'avvocato Tescione.

Nel corso del dibattito sono intervenuti l'on. Demetrio Battaglia, che ha affermato come Licandro fosse espressione di quella riserva di degasperiana memoria alla quale la Democrazia Cristiana attingeva nei momenti di difficoltà: uomini che avevano ruoli indipendenti dalla politica ma a cui, per la loro integrità, veniva richiesto di mettersi al servizio della società, rivendicando l'interclassismo della DC di allora.

Saverio Zavettieri ha sottolineato la sensibilità umana e sociale del sindaco Licandro, anche nelle vesti di mediatore di vertenze ed esperto dell'emigrazione del tempo ed ha ricostruito la sua figura nel travaglio complessivo dei partiti all’indomani dei Moti per Reggio capoluogo.

Nel corso dell'incontro è intervenuto anche il sen. Renato Meduri che, pur ribadendo il ruolo popolare della Rivolta, ha riconosciuto in Licandro un politico inattaccabile sul piano dell'onestà e della capacità di mediazione, riconoscendone il ruolo centrale che egli ebbe nella faticosa ricostruzione della normalità cittadina. Particolarmente toccante, spaccato straordinario dei rapporti umani tra i cittadini di Reggio, il racconto fra l'amicizia del padre del senatore Meduri e Nanà Licandro. Una vicenda che creò tanti scrupoli allo stesso Meduri che si ritrovò su un fronte opposto a quello dell’amico del padre, a difendere le ragioni dei Moti del 1970.

La serata si è conclusa con un rapido intervento di Agatino Licandro, figlio di Nanà e anche lui già sindaco di Reggio, che ha ringraziato l’Amministrazione e il Consiglio comunale da parte della famiglia Licandro.